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SHALLOW GROUND
di Sheldon Wilson

E' veramente difficile raccontare la trama di "Shallow Ground" senza cadere nella trappola degli spoiler : limitiamoci quindi all'assunto, che si riduce a pochissime parole. E cioè un ragazzo nudo, completamente ricoperto di sangue, che si aggira nel bosco impugnando un grosso coltello. E poi, una stazione di polizia in disuso, uno sceriffo tormentato dal passato e, su tutto, una diga i cui lavori di costruzione hanno modificato non poco la vita del posto. Questo piccolo horror australiano dall'alto tasso di emoglobina ha mietuto successi pressoché in tutti i festival specializzati ai quali ha preso parte, ma se gli entusiasmi sono in buona parte giustificati, è comunque bene cominciare a piazzare dei paletti qua e là. Chè se è vero che il crescendo di mistero e tensione funziona e lascia lo spettatore al buio praticamente per tutta la prima ora, è anche vero che una volta tirate le somme si rimane un po' interdetti; non perché il finale sia deludente (anzi, è anche ben congegnato), bensì per il senso di vacuo dell'insieme. Un ottimo esercizio di stile, ma che rimane fine a sé stesso. Ottimo, comunque, l'utilizzo del sangue come strumento dialettico.

VOTO: 6

RECENSIONE DI

GIACOMO CALZONI

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