Thad Beaumont, Paul Sheldon, Jack Torrance…qualcuno di voi ricorda per caso questi nomi ? No? Un indizio…”La metà oscura”, “Misery” e “Shining” … Questa volta, lo scrittore di turno ad essere preso di mira dalle grinfie di “Re” King è tal Mort Rainey, autore di successo in crisi di identità soprattutto a causa del distaccamento dalla sempre adorata moglie…così adorata che nonostante nella vita di lei sia sbucata un'altra persona, Mort persiste a volersi rifiutare di firmare le carte per il divorzio. Ritiratosi in un grazioso chalet di montagna in attesa del ritorno di ispirazione per partorire un nuovo romanzo, un giorno riceve una sorprendente visita…no no tranquilli, non è la graziosa infermiera Annie Wilkes, ma un uomo che rivendica la paternità di un racconto fatto pubblicare dallo stesso Rainey anni prima… E da allora, per il povero scrittore frutto della perversa mente del Re del Maine, cominciano i guai, perché quest'uomo sembrerebbe avere intenzioni non proprio pacifiche ( ricordate forse la ferocia del Max Cady di “Caper Fear” ? ).Tratto dal racconto “Finestra segreta, giardino segreto” contenuto nella raccolta “Quattro dopo mezzanotte”, questo “Secret Window” non è un brutto film anzi, si lascia vedere piuttosto volentieri fino al termine ( culminante con un “colpo di scena” che, forse, non è più neanche lecito considerarsi tale ) ma, probabilmente, ricorda un po' troppo altre vicende raccontate e portate sullo schermo dai romanzi di King. Al termine della pellicola non può infatti che venire in mente “La metà oscura” che, in sostanza, ricalca lo stesso tema di “Secret Window” cambiando solamente il luogo della vicenda ( la presenza nel film di Timothy Hutton, protagonista dello sfortunato film di Romero, è solo una coincidenza ? ). Aggiungiamo poi il che il film non conosce mai momenti di tensione o di paura particolarmente alti, mai un particolare “balzo sulla sedia” e che, qua e là forse “zoppica” ma la bravura degli attori riesce a colmare in parte queste pecche. Intenso, come sempre, Johnny Depp ma particolare merito va riconosciuto ad un agghiacciante, perfetto, John Turturro nella parte del “cattivo”. Dalla raccolta “Quattro dopo mezzanotte” è stata tratta un'altra trasposizione cinematografica, il film televisivo di Tom Holland, “I Langolieri”.