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Orribile ed ultra-soporifero prodotto americano del 1981 in cui, più che l'effettiva incapacità a girare un film decente, emerge l'assoluta fretta ed approssimazione nell'assemblare un prodotto in pochi giorni, da gettare nella mischia degli slasher allora furoreggianti, sfruttando una porzione dei set western della Paramount. La storia vede un gruppo di vacanzieri giungere in canoa sulla sponda desolata di un fiume, dove sorge una città fantasma del 1800. Accampati nel lugubre posto, i “nostri” verranno presto falcidiati da una mano invisibile che provvederà anche a far sparire le loro canoe, isolandoli definitivamente dal resto del mondo. Allo spettatore non è dato sapere l'identità dell'assassino, ma questo è in assoluto il minore dei problemi che funestano la pellicola in questione. Probabilmente priva di una vera sceneggiatura, la storia si muove su un canovaccio che alterna momenti in cui nulla accade ad altri dove accade ancora meno. In pratica vediamo scorci notturni della città fantasma, omicidi pedestri e fuori campo (tranne per un'unica, brevissima, scena gore) , pessimi attori lasciati in balia di se stessi, una regia totalmente anonima e una valanga di noia opprimente come la peggior afa estiva. Non è neanche sufficientemente brutto, o ridicolo, per diventare godibile come trash. Uniche attrattive sono la presenza, in un piccolo ruolo, di Woody Strode e l'omonimia nel titolo con il film del '96 di Wes Craven, peraltro limitata solo ad alcune versioni home-video americane, visto che l'opera in questione è circolata anche col titolo “The Outing”. Richard Pepin, prolifico regista e produttore di b-movies e z-movies , fa qui il suo esordio nel mondo del cinema, co-producendo e curando la fotografia del film.
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