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Produzione horror finlandese del 2008, con un budget di un milione di dollari, che mostra una grande cura formale ed uno spiccato gusto per atmosfere lugubri. La storia vede due manipoli di soldati, uno svedese e l'altro russo, in viaggio verso l'estremo nord della Finlandia per ridefinire i confini territoriali da spartire fra i due stati, che hanno da poco terminato 25 anni di sanguinosa guerra. La violenza e la morte sembra accompagnare i militari finchè, giunti in una palude, non troveranno un minuscolo villaggio che sorge nei pressi di un'inquietante sauna. Quest'ultima, che nel folklore nordico rappresenta un luogo ove lavare i peccati e il proprio passato, sembra aver un'influenza oscura e fatale sugli esseri umani… Misticismo e moralismo, peccato e redenzione attraverso la punizione, ambienti gelidi che sono lo specchio dell'impietoso animo umano, “Sauna” è un horror che non fa prigionieri e mette sullo stesso crudele piano tutti i suoi personaggi. Senza ricercare particolare originalità nel plot, il film lavora sulle psicologie e sull'atmosfera ben assistito da una regia curata e da una fotografia estremamente opprimente, nei suoi toni freddi e smorti. Cadenzato nello svolgersi degli eventi, “Sauna” mette in scena il male terreno e quello ultraterreno, visto quest'ultimo come conseguenza imprescindibile dell'altro e non si cura di fornire plateali spiegazioni all'orrore, lasciando all'immaginazione dello spettatore tutto il potere del terrore sotteso che si sublima nello spietato finale . Esperienza visiva non adatta a tutti i palati, ma da provare.
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