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REVENGE : A LOVE STORY
di Ching-Po Wong

Film truce ma poco truculento: si cominicia con donne gravide che vengono uccise e sventrate, però viene lasciato all'immaginazione dello spettatore il compito di ricostruire i dettagli più scabrosi; non ci sono peli sulla lingua, invece, nel ricostruire il movente di tanta ferocia: le forze dell'ordine, complice un equivoco, si sono macchiate di una violenza carnale, e qualcuno vicino alla vittima si sta vendicando con inaudita violenza.
Produzione cinese che rimanda inevitabilmente ai lavori di Gaspar Noè, con “Irreversible” in testa, per via della tematica, della suddivisione in blocchi narrativi che saltano avanti e indietro nel tempo, e di un finale in bilico tra misticismo e metafisica nel quale la violenza grafica finalmente esplode; al cinema orientale recente il regista sembra invece rifarsi tramite il vezzo di una suddivisione in capitoli che ricorda “I saw the Devil”, ma sono più che altro i tempi andati ad essere omaggiati da una fotografia dai toni cupi - per nulla patinata - e da un montaggio eseguito alla vecchia maniera, con tanto di pellicola sfregiata in moviola che piacerà ai nostalgici degli anni Settanta ed Ottanta; ne deriva uno stile realizzativo frammentario, indeciso tra troppi modelli, che, assieme ad alcune scelte non sempre felici all' interno di una sceneggiatura talora forzata ed in altre occasioni troppo criptica, contribuisce a smorzare le sensazioni ed il messaggio circa la natura umana che il regista avrebbe voluto trasmettere. Non proprio da buttare il risultato complessivo, ma a tratti molti spettatori, specialmente quelli non avvezzi al contesto socioculturale nel quale un prodotto del genere nasce, potranno ritrovarsi a storcere il naso.

VOTO: 5,5

RECENSIONE DI

FLAVIO GIOLITTI

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