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RESURRECTION
di Russel Mulcahy

Clone di "Seven" che narra le gesta di un serial-killer che mutila le sue vittime ed usa gli arti prelevati per ricostruire il corpo di Gesù Cristo crocifisso. Un poliziotto, dal passato traumatico, s'incarica di risolvere il caso e darà caccia senza tregua allo psicopatico. "Seven" è di certo un ottimo esempio di cinema e, pertanto, ha generato uno stuolo di imitazioni che hanno cercato di accodarsi sulla scia del suo successo. Mulcahy, dopo il geniale "Razorback" ed il grande successo commerciale di "Highlander", sembra non azzeccare più un buon film. In questo caso la sua buona tecnica di regista è messa la servizio di una storia con pesanti buchi di sceneggiatura e con blandi colpi di scena (e risaputi se qualcuno di voi ha visto "Seven" di Fincher). Lo stesso regista fatica a trovare un ritmo coerente da imprimere alla storia e cosi' si perde fra sequenze nervose dallo stile videoclipparo e fra lunghi e piatti dialoghi. Le uniche cose riuscite completamente nel film sono la fotografia (che, per quanto ricalchi molto quella del film di Fincher, resta pur sempre pregevole) e l'aspetto gore davvero molto crudo. I cadaveri ci vengono mostrati con dovizia di particolari e spiccato gusto per il macabro. Christopher Lambert fornisce la solita piatta prova recitativa mentre assai curioso è il cameo, nei panni di un prete, del grande David Cronenberg. "Resurrection" è dunque un film non brutto ma di certo tutt'altro che entusiasmante che avrebbe, probabilmente, ottenuto esiti più felici se fosse stato meno "modaiolo".

VOTO: 6

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