Tratto dal famoso videogioco horror, “Resident Evil” si rivela un divertente prodotto che miscela orrore, azione e fantascienza. In un complesso sotterraneo segreto vengono compiuti esperimenti con un virus, destinato a diventare micidiale arma batteriologica. A causa di un incidente, la base viene contaminata ed il computer centrale ne sigilla le uscite condannando a morte tutto il personale. Immediatamente una squadra di specialisti viene inviata sul luogo per constatare l'entità del danno, il numero delle vittime e per cercare di eliminare il virus. Ma la spedizione si trasformerà in un incubo, poiché l'agente batteriologico ha tramutato i cadaveri in zombies famelici. Il cinema dei morti viventi, grazie a questo film, si riaffaccia alla ribalta cinematografica dopo anni di silenzio. Grazie a “Resident Evil” molte altre pellicole (“28 Giorni Dopo”, “Undead” ecc…) hanno ripreso a sfruttare il mito degli zombies, donando nuova linfa vitale al filone. Il regista Anderson riesce ad imprimere ritmo serrato alla vicenda e si mantiene in equilibrio fra i canoni del videogame e quelli del cinema action, creando un prodotto di puro intrattenimento che si appoggia agli ottimi effetti speciali e all'audio fragoroso. Numerose (e talvolta stucchevoli invero…) citazioni dal filone dei morti viventi “romeriano” (e proprio Romero, in origine, doveva dirigere il film in questione), dal “Cubo” di Natali e da opere di registi italiani quali Argento, Fulci e Lenzi e più in generale, tutto il film, deve parecchio ad “Aliens – Scontro Finale” di Cameron. Milla Jovovich si dimostra statuaria ed affascinante eroina, letale come un cobra e bella come la luna, ed è ben spalleggiata dalla grintosa Michelle Rodriguez. Se ci si lascia andare, durante la visione, e si è in vena di un film fragoroso ed un po' baracconesco, allora “Resident Evil” è perfetto. Molto bello il finale ed efficace la colonna sonora.