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LA REGINA DEI DANNATI
(QUEEN OF THE DAMNED)
di Micheal Rymer

E' il seguito di "Intervista col Vampiro" ma come previsto il risultato è sicuramente di gran lunga inferiore. In primo luogo perchè il cast non è neanche lontanamente paragonabile a quello scelto per il film di Jordan ed in secondo luogo perchè le "macchie" di banalità sono evidentissime sia nei dialoghi che nella sceneggiatura. Tratto (come il primo) da due dei più celebri racconti della collana "Vampire Chronicles" di Anne Rice e cioè "Scelti dalle tenebre" e "La regina dei dannati", rispettivamente secondo e terzo volume della serie, è la storia del giovane e zelante vampiro Lestat (interpretato da Stuart Townsend) creato secoli prima da Màrius (Vincent Perez) antico e saggio maestro che lo istruì ad arte sulle dottrine, le regole ed i compromessi che sono alla base di quella vita eternamente vissuta nell'ombra ed in solitudine che è tipica dei vampiri. Insoddisfatto ed annoiato dalla sua solitaria e tediosa esistenza, Lestat si addormenta e si risveglia centinaia di anni dopo (nei nostri giorni) deciso ad uscire allo scoperto ed a rivelare al mondo intero la sua vera natura di vampiro, ma soprattutto deciso a conquistare le luci della ribalta mondiale sentendosi finalmente vivo e libero di non doversi più nascondere. Quale mezzo più efficace della musica (da lui sempre amata sin dall'epoca dei suoi primi passi di vampiro) per raggiungere il suo scopo? Lestat diventa così un'osannata rockstar di fama mondiale con la sua splendida voce (prestatagli nientemeno che da Jonathan Davis, leader dei Korn, autore anche della meravigliosa colonna sonora finale del film) e con le sue coinvolgenti musiche (curate da celebri artisti rock del calibro di: Marilyn Manson, Wayne Static degli Static-X, Chester Bennington dei Linkin Park, Deftones, Papa Reach e Richard Gibbs). Così i "succhiasangue" più anziani si organizzano ed architettano contro di lui un agguato atto alla salvaguardia della stirpe; l'eliminazione di Lestat significherebbe infatti la loro salvezza in quanto eviterebbero di essere scoperti e perseguitati dagli umani fino al completo sterminio. L'infernale e maledetta musica dark ridesta, da un sonno lungo seimila anni, l'incontrastata e temutissima sovrana egizia Akasha, regina di tutti i dannati e madre da secoli di tutti i vampiri della Terra addormentatasi dopo la morte del compianto compagno di regno. Lestat sembra incarnare alla perfezione il temperamento e le peculiarità degne di un sostituto all'altezza dello sposo defunto. Riuscirà Jesse (studiosa di fenomeni paranormali e discendente di una delle anziane vampire avversarie di Lestat) a farlo desistere dal perfido progetto facendo leva su quel briciolo di sentimento "umano" che gli è rimasto? Riuscirà Akasha a difendere Lestat e ad impedire che venga ucciso? Riuscirà a convincerlo ad affiancarla per il resto dell'eternità ed a distruggere l'intera razza umana? Riusciranno insieme a trasformare la Terra in un inferno? Il ruolo di Akasha è interpretato da Aaliyah, cantante americana rithm'n blues morta tragicamente a 22 anni in un incidente aereo lo scorso 25 agosto nelle Bahamas. Notevoli gli effetti speciali del film, ottima la scenografia ed i costumi, magistrale il trucco di Akasha e la "costruzione" dei vampiri con relative affilatissime dentature. Il protagonista Stuart Townsend non è sicuramente all'altezza del perfetto mix di sensualità e dannazione interpretato da Tom Cruise in "Intervista col Vampiro". L'attrice che interpreta l'unica mortale del film (Jesse), che risponde al nome di Marguerite Moreau, sembra più adatta a ruoli da soap opera piuttosto che a ruoli da apprendista vampira. Il film è scorrevole ed a tratti piacevolmente accattivante, ma tristemente povero di scene capaci di offrire anche il più piccolo brivido di paura. L' insoddisfazione regnerà sovrana (tanto per rimanere in tema) tra tutti i più accaniti cultori del genere (come la sottoscritta). Forse era piuttosto pretenzioso da parte nostra aspettarci qualcosa di meglio da un regista poco più che esordiente come Rymer. Inspiegabilmente vietato ai minori di anni 18.

VOTO: 5,5

RECENSIONE DI

LUCIANA MORELLI

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