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E' il seguito
di "Intervista col Vampiro" ma come previsto il risultato
è sicuramente di gran lunga inferiore. In primo luogo
perchè il cast non è neanche lontanamente paragonabile
a quello scelto per il film di Jordan ed in secondo
luogo perchè le "macchie" di banalità sono evidentissime
sia nei dialoghi che nella sceneggiatura. Tratto (come
il primo) da due dei più celebri racconti della collana
"Vampire Chronicles" di Anne Rice e cioè "Scelti dalle
tenebre" e "La regina dei dannati", rispettivamente
secondo e terzo volume della serie, è la storia del
giovane e zelante vampiro Lestat (interpretato da Stuart
Townsend) creato secoli prima da Màrius (Vincent Perez)
antico e saggio maestro che lo istruì ad arte sulle
dottrine, le regole ed i compromessi che sono alla base
di quella vita eternamente vissuta nell'ombra ed in
solitudine che è tipica dei vampiri. Insoddisfatto ed
annoiato dalla sua solitaria e tediosa esistenza, Lestat
si addormenta e si risveglia centinaia di anni dopo
(nei nostri giorni) deciso ad uscire allo scoperto ed
a rivelare al mondo intero la sua vera natura di vampiro,
ma soprattutto deciso a conquistare le luci della ribalta
mondiale sentendosi finalmente vivo e libero di non
doversi più nascondere. Quale mezzo più efficace della
musica (da lui sempre amata sin dall'epoca dei suoi
primi passi di vampiro) per raggiungere il suo scopo?
Lestat diventa così un'osannata rockstar di fama mondiale
con la sua splendida voce (prestatagli nientemeno che
da Jonathan Davis, leader dei Korn, autore anche della
meravigliosa colonna sonora finale del film) e con le
sue coinvolgenti musiche (curate da celebri artisti
rock del calibro di: Marilyn Manson, Wayne Static degli
Static-X, Chester Bennington dei Linkin Park, Deftones,
Papa Reach e Richard Gibbs). Così i "succhiasangue"
più anziani si organizzano ed architettano contro di
lui un agguato atto alla salvaguardia della stirpe;
l'eliminazione di Lestat significherebbe infatti la
loro salvezza in quanto eviterebbero di essere scoperti
e perseguitati dagli umani fino al completo sterminio.
L'infernale e maledetta musica dark ridesta, da un sonno
lungo seimila anni, l'incontrastata e temutissima sovrana
egizia Akasha, regina di tutti i dannati e madre da
secoli di tutti i vampiri della Terra addormentatasi
dopo la morte del compianto compagno di regno. Lestat
sembra incarnare alla perfezione il temperamento e le
peculiarità degne di un sostituto all'altezza dello
sposo defunto. Riuscirà Jesse (studiosa di fenomeni
paranormali e discendente di una delle anziane vampire
avversarie di Lestat) a farlo desistere dal perfido
progetto facendo leva su quel briciolo di sentimento
"umano" che gli è rimasto? Riuscirà Akasha a difendere
Lestat e ad impedire che venga ucciso? Riuscirà a convincerlo
ad affiancarla per il resto dell'eternità ed a distruggere
l'intera razza umana? Riusciranno insieme a trasformare
la Terra in un inferno? Il ruolo di Akasha è interpretato
da Aaliyah, cantante americana rithm'n blues morta tragicamente
a 22 anni in un incidente aereo lo scorso 25 agosto
nelle Bahamas. Notevoli gli effetti speciali del film,
ottima la scenografia ed i costumi, magistrale il trucco
di Akasha e la "costruzione" dei vampiri con relative
affilatissime dentature. Il protagonista Stuart Townsend
non è sicuramente all'altezza del perfetto mix di sensualità
e dannazione interpretato da Tom Cruise in "Intervista
col Vampiro". L'attrice che interpreta l'unica mortale
del film (Jesse), che risponde al nome di Marguerite
Moreau, sembra più adatta a ruoli da soap opera piuttosto
che a ruoli da apprendista vampira. Il film è scorrevole
ed a tratti piacevolmente accattivante, ma tristemente
povero di scene capaci di offrire anche il più piccolo
brivido di paura. L' insoddisfazione regnerà sovrana
(tanto per rimanere in tema) tra tutti i più accaniti
cultori del genere (come la sottoscritta). Forse era
piuttosto pretenzioso da parte nostra aspettarci qualcosa
di meglio da un regista poco più che esordiente come
Rymer. Inspiegabilmente vietato ai minori di anni 18.
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