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REEKER - Tra la vita e la morte
di Dave Payne
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Un gruppo di ragazzi è diretto ad un party quando, nel bel mezzo del deserto, la loro auto accusa dei problemi e sono costretti a fermarsi in un desolato Motel. Il luogo, apparentemente disabitato, ha un alone spettrale e , al calar delle tenebre, vedrà manifestarsi inquietanti fenomeni, con l'apparizione di strane presenze ed un tanfo di morte che preannuncia il massacro dei giovani. Realizzato nel 2005 ma uscito in Italia, dopo esser stato annunciato più volte e poi rinviato, solo nel 2008, “Reeker” è un consueto slasher all'americana che abbonda in clichè, ma che si fa valere sia per quanto concerne la dignitosa confezione e sia per quanto riguarda la buona atmosfera ed il ritmo che lo pervadono. Il regista Dave Payne si è fatto le ossa nella factory di Roger Corman e dimostra, con un budget decoroso ed una sceneggiatura accettabile, di saper gestire bene una storia derivativa, molto vicina a “Jeepers Creepers”,riuscendo ad intrattenere senza provocare sbadigli. Avvalendosi di un'efficace fotografia, cupa e “rugginosa” quanto basta, e dosando bene gore ed effetti speciali di buon livello, Payne gioca bene le sue carte e con un pizzico d'ironia e i giusti colpi di scena (seppure ampiamente visti già in una miriade di film similari, da “Dead End” a “The Locals”, l'elenco sarebbe molto lungo) riesce a dare senso compiuto all'opera in questione. Discrete le prove recitative con la presenza, sempre gradita, di Michael Ironside in piccolo ma divertente ruolo. Tutt'altro che un capolavoro, “Reeker” risulta comunque un horror leggero e piacevole, adatto per una serata di puro intrattenimento.
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VOTO: 6
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