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[REC] 2
di
Jaume Balaguerò & Paco Plaza
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Dopo il grande e meritato successo di “[Rec]” nel 2007 e dopo il subitaneo remake statunitense “Quarantena”, la coppia spagnola Balaguerò/Plaza ci riprova nel 2009 con un sequel che “svela” i misteri suggeriti nel primo capitolo. E probabilmente è proprio questo il limite maggiore del film in questione, poiché l'agghiacciante fascino del predecessore stava proprio in ciò che non veniva esplicato apertamente e dunque era in grado di solleticare l'immaginazione e le conseguenti inquietudini dello spettatore. La storia si aggancia direttamente al finale del primo capitolo con una piccola squadra SWAT, con medico al seguito, che viene spedita all'interno del condominio infetto per compiere una missione di recupero sopravvissuti e per raccogliere dei campioni di sangue da analizzare. Una volta dentro lo stabile però viene a galla un'altra verità, ben più subdola. Il medico si rivela essere un prete e il sangue che sta cercando non serve per analisi di laboratorio comuni. Non è una semplice infezione quella che si è scatenata all'interno del condominio, ma qualcosa di ben più grande, pericoloso e che puzza di zolfo… Alle disavventure del gruppo SWAT s'intersecano quelle di un gruppetto di ragazzini, in vena di bravate, che riescono clamorosamente ad entrare nello stabile. A tutto questo aggiungete che gli infetti sono ancora arzilli ed estremamente assetati di sangue. Era difficile creare qualcosa di innovativo, dopo che l'effetto sorpresa del primo capitolo si era ovviamente consumato, così Balaguerò e Plaza tentano lodevolmente di modificare visivamente la vicenda offrendo una multipla visuale degli eventi (attraverso le telecamere sui caschi degli SWAT ed attraverso l' handycam dei ragazzini) che si affianca al concetto, tanto in voga attualmente, del videogame cinematografico. L'utilizzo dell'HD conferisce una definizione meno “sporca” rispetto al predecessore e, in un certo senso, attualizza il film ma al contempo fa scivolare via l'alone marcio e sgradevole che aveva reso vincente il primo capitolo. I corridoi oscuri, le stanza vuote, le scalinate minacciose del condominio perdono parte del loro potere visivo poiché la tecnica di ripresa è palesemente più pulita e , purtroppo, prevedibile. “[Rec] 2” è un prodotto estremamente pregevole nella confezione che regala ancora qualche buon brivido ed attimi di tensione palpabile ma che si appoggia, per ovvie ragioni commerciali e per ovvi intenti di sviluppo di una serialità, a degli stilemi (la possessione demoniaca, la chiesa vista come deus ex machina degli eventi infausti, i posseduti che parlano come fossero Linda Blair ne “L'Esorcista”) che puzzano di vecchio e vengono gettati nella mischia sin troppo sfacciatamente. Perciò ci si ritrova spesso spiazzati, e talvolta delusi, dagli spunti che vengono inseriti nella sceneggiatura, i quali offrono sì una nuova visione sugli eventi, ma potrebbero far storcere il naso agli spettatori più scafati ed appassionati di cinema horror.
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VOTO: 5,5
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