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L'INSAZIABILE
(RAVENOUS)
di Antonia Bird

19° secolo. Siamo in piena guerra tra Messico e Stati Uniti, l'America è ancora un territorio in gran parte selvaggio ed incontaminato. Bizzarra ambientazione per un cannibal movie ed effettivamente così è per un film che rivisita in maniera degna e interessante il filone che tanto fece discutere negli anni '70. Ovviamente scordatevi scene raccapriccianti, interiora che volano da un lato all'altro dello schermo e presunte voci di snuff movies. Questo è un prodotto confezionato nel 1999, dove tutto è permesso purché si lavori entro certi limiti. Detto questo com'è questo film, il cui titolo in realtà non lasciava a mio avviso presagire niente di buono? Bello, molto bello, non certo un capolavoro ma una rivisitazione come detto a cui sono state aggiunte interessanti novità (ambientazione, costumi, nonché retaggi folkloristici) per compensare l'ovvia mancanza di ciò che ha reso celebre il filone (leggasi scene splatter da infarto e lezioni di anatomia comparata tramite pellicola cinematografica). In uno sperduto avamposto dell'esercito americano John Boyd (un ottimo Guy Pearce) ha da poco preso servizio quando una notte arriva a Fort Spencer, sperduto baluardo di civiltà, un uomo, sopravvissuto ad un infernale viaggio durante l'inverno che racconta la tragica fine di una carovana guidata da un militare. Sperduti nei boschi l'ultima risorsa di cibo era la carne...umana ovviamente. Riuscito a fuggire prima che le cose lo coinvolgessero di persona riesce a raggiungere il forte. Parte ovviamente una spedizione per andare a cercare il luogo del misfatto e recuperare i corpi ed una donna che, secondo il racconto dell'uomo, era ancora in vita quando lui scappò. Ovviamente le cose non stanno propriamente così e decisamente prenderanno una brutta piega. Il film in sé batte strade già percorse ma lo fa come già detto inserendo interessanti connotazioni personali alla trama che rivestono la pellicola di un interessante fascino. Nota a parte per le musiche, a mio parere assurde (nei momenti di tensione partono marcette militari abbastanza comiche, nei momenti relativamente tranquilli quelle più tese) ma inaspettatamente calzanti nell'atmosfera malata e selvaggia dell'America. Ottime le scenografie, così come l'intreccio ella trama, e i costumi, indispensabili per rendere credibile il film nella particolare ambientazione scelta. Da non dimenticare che, nonostante non ci siano scene scandalose, alcune scelte registiche riescono a rendere anche un pranzo festoso qualcosa di nauseante, nonché la presenza di una buona dose di sangue, giusta controparte horror in una pellicola che di norma dovrebbe fare della violenza la sua arma vincente. Tutto sommato la variante apportata al classico cannibal movie riesce a tener incollato lo spettatore fino al sarcastico finale, scevro di un positivismo di maniera e degno di un film che fa del dubbio e della dialettica un'arma interessante, rendendo ottimamente anche i dialoghi (che negli anni '70 erano inesistenti), e le psicologie dei personaggi coinvolti, dando anche un'interessante analisi a quelle che sono le paranoie dell'essere umano alle prese con un piatto di carne umana.. Mangiare e sopravvivere o mantenere dignità umana e morire? Perchè in fondo, come è scritto sulla cover della videocassetta, "Tu sei quello che mangi...".

VOTO: 7

RECENSIONE DI

DAVIDE "DE" MASPERO

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