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RATS
(KILLER RATS)

di Tibor Tacaks

Decisa ad approfondire un’indagine, una giornalista trova il modo di infiltrarsi in un manicomio nelle vesti di paziente; quello che ancora non sa però è che i sotterranei dell’edificio brulicano di topi, potenziati dal solito mad doctor.
I topi – e Stephen King è uno che lo sa bene – da sempre rappresentano l’animale repellente per antonomasia, in grado di far provare disgusto anche allo spettatore meglio disposto; Rats fa appunto leva su questo, ma fallisce miseramente. Per un’ora e mezza di film infatti non accade alcunché di minimamente stimolante: situazioni e personaggi sono gli stessi già visti e sentiti mille volte, i toponi giganti compaiono sì e no in un paio di scene (pessimo l’utilizzo del digitale), mentre il resto è tutto un girovagare tra i corridoi e le stanze dell’istituto, manco fosse il remake di Ragazze Interrotte con Winona Ryder (il che è tutto un dire). Tibor Tacaks un virtuoso della m.d.p. non lo è mai stato - i suoi due Non aprite quel cancello erano trascurabilissimi, però Sola in quella casa si lasciava vedere – ma in questo caso si dimostra capace di un’idiozia rara. Molto meglio, per rimanere in tema, The Rats di John Lafia, visto in Italia solo su satellite.
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VOTO: 3

RECENSIONE DI

GIACOMO CALZONI

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