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PTERODACTYL
di Mark L. Lester

Alle volte mi viene da pensare che un film come “Jurassic Park” abbia fatto più male che bene, al panorama cinematografico. L'immaginario collettivo è stato stimolato, grazie al film di Spielberg, ad essere affamato di dinosauri ritornati in vita e la computer grafica ha reso possibili le animazioni di questi ultimi, senza gravare in modo pesante sul budget delle pellicole. E cosi' in tanti, specie nel mondo dell'horror a basso costo, si sono gettati a capofitto su questa nuova fonte di guadagno donandoci prodotti raramente decenti, come ad esempio “Carnosaur” prodotto dalla factory di Corman, e spesso decisamente dozzinali come “Dinocroc” o il qui presente “Pterodactyl”. La storiellina (che vorrebbe essere ambientata in Turchia, ma in realtà è stata realizzata nella Repubblica Ceca) vede una spedizione scientifica, diretta alle pendici di un antico vulcano, incrociare sul suo cammino un gruppo di terroristi, un plotone di marines americani e, soprattutto, uno stormo di famelici Pterodattili. I dinosauri alati sono emersi da antichissime uova, conservate intatte miracolosamente all'interno di una cavità del vulcano, che grazie al calore si sono schiuse. Il resto del film è talmente scontato che risulta futile spenderci anche una sola parola in più. Mark L. Lester, volpone dell'action anni '80 (“Classe 1984” , “Commando”, “L'incendiaria”, “Classe 1999” ), dirige in modo frettoloso questo filmino che pullula di personaggi idioti, ideologie reazionarie e situazioni inverosimili. Non basta la grossolana ironia a salvare la pellicola, che non ha difese neanche per quanto concerne effetti speciali, realizzati in pessima CG. Qualche spruzzata di splatter, sparsa qua e la, con gli Pterodattili che mutilano, divorano e svolazzano portando brandelli umani fra le zampe, non basterà a risvegliarvi da un sonno profondo.

VOTO: 4

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