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PSYCHO
di Alfred Hitchcock

Nel 1959 usciva "Psycho", il romanzo di Robert Bloch, e soltanto un anno dopo Hitchcock ne traeva questo grandioso capolavoro, che, sotto tutti gli aspetti, rappresenta un punto di svolta per il cinema di genere e non. A mio parere, gran parte del suo successo questo film lo deve a Bloch, al quale non è stato tributato sufficientemente il merito di aver ideato la storia delle due sorelle Crane e della "famiglia" Bates, senza cui, non me ne voglia nessuno se dico questo per quanto banale possa essere, il film non sarebbe mai stato realizzato. La grandezza di "Psycho" sta proprio in questo, nell'intrecciarsi delle vite, delle differenti emozioni e psicologie dei personaggi, oltre che naturalmente nel genio di Hitchcock, espresso in questa occasione in tutta la sua inquietante efficacia; è ben evidenziato infatti il morboso rapporto che lega Norman Bates a sua madre, come del resto cinicamente risaltano i sogni, le ambizioni e le frustrazioni degli altri protagonisti, che nella maggior parte dei casi vanno in pezzi, dilaniati dalla lama dell'assassino. Superlativo in ogni sua componente, il film è ricolmo di stupende inquadrature e sequenze memorabili, tra le quali, sicuramente la più famosa è quella dell'omicidio nella doccia, forse la più citata nella storia del cinema. Pagine e pagine si potrebbero scrivere inutilmente riguardo questa pietra miliare del cinema del terrore, mai come in questo caso infatti l'arte parla da sé, senza il bisogno alcuno di aggiunte o scontati commenti; per questo motivo, in conclusione non posso fare altro che rimandavi alla visione e, per chi fosse interessato, alla lettura di "Psycho" (edito in Italia da Sperling & Kupfer Editori).

VOTO: 10

RECENSIONE DI

FERNANDO FAZZARI

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