Un dottore si assume il non facile incarico di indagare su strani fenomeni che si verificano in una riserva indiana, arrivando rapidamente alla conclusione che una locale cartiera sta saturando di metilmercurio le acque circostanti, e di conseguenza inducendo mutazioni genetiche nell' intero ecosistema. L'eroe del film travalicherà il proprio compito, improvvisandosi giustiziere di un enorme mostro che semina vittime nella zona, e che non è altro che il risultato della mutazione di un feto umano contaminato. Ma la sua compagna, incinta all'insaputa dell'uomo, ha a propria volta ingerito l'agente mutageno... Horror nel complesso abbastanza innocuo, costruito su presupposti pseudoscientifici alquanto incredibili, dal cui soggetto era tuttavia possibile cavare molto di più; così non fa il veterano Frankenheimer, che comincia col piglio giusto, all'insegna di atmosfere tese e di validi propositi di denuncia ecologica, ma poi scade gradualmente in baracconate assortite che nell'ultimo quarto d'ora fanno rimpiangere, in quanto a tecnica di ripresa dei trucchi, addirittura il "King Kong" di quasi quarant'anni prima. Anche se decisamente sotto la sufficienza per quanto concerne fotografia ed effetti speciali, il film è comunque consigliato a coloro che sono curiosi di vedere l'attrice Talia Shire in un ruolo una volta tanto differente da quello della moglie di Sylvester Stallone nella serie "Rocky".