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IL PROFUMO DELLA SIGNORA IN NERO
( THE PERFUME OF THE LADY IN BLACK )
di Francesco Barilli

Sotto il sole di un' estate romana si consuma il dramma di Silvia, una giovane perennemente attorniata da strani personaggi che inizia a vivere in un' atmosfera allucinata, fatta di traumatici ricordi d' infanzia, malsana fantasia e orribili delitti. L'avvio troppo lento (almeno in apparenza) ammazza la tensione nella prima mezz' ora, ma vale la pena non cedere al sonno per seguire attentamente il delirante proseguimento del racconto, che si rivela essere un ottimo collage di trovate avvincenti. Forse il primo film a mostrare esplicitamente atti di cannibalismo ( in occasione del sorprendente finale rivelatore), "Il profumo della signora in nero" rappresenta l' esordio registico di Francesco Barilli, che in seguito farà poco parlare di sè ma che qui mette in campo apprezzabili capacità tecniche e narrative, abile com' è nel rileggere, in modo estremamente personale, le ossessioni di un capolavoro di Fellini (ricordate l' episodio finale di "Tre passi nel delirio" ?). Una biondissima e giovanissima Lara Wendel (che nei crediti compare ancora come Daniela Barnes, ovvero col proprio vero nome) presta per l' occasione il volto ad una biancovestita bambina-fantasma di baviana memoria, la cui presenza suggella la similitudine artistica di quest'opera col mediometraggio horror del regista romagnolo. Da vedere, in virtù della trama efficace, della regia pulita e degli effetti speciali, pochi ma cruenti.

VOTO: 7,5

RECENSIONE DI

FLAVIO GIOLITTI

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