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L'Empire di Charles
Band ha dato l'opportunità a molti registi emergenti
di mettersi in mostra e di ottenere un inaspettato successo.
E' il caso di Renny Harlin ("Deep
Blue Sea"), autore
di questo film a basso budget, che poi è passato ai
fasti di Hollywood. Una vecchia prigione abbandonata
viene riaperta dopo diversi anni d'oblio ed il suo ex
direttore viene rimesso di nuovo a capo della struttura.
L'uomo ha diversi scheletri nell'armadio e primo fra
tutti quello di aver condannato volutamente un innocente
alla sedia elettrica. Ma lo spirito furibondo dell'incolpevole
vittima vive fra le mura della prigione ed attende solo
la riapertura di quest'ultima per scatenarsi in un vero
e proprio massacro. John Carl Buechler realizza ottimi
effetti speciali fra cui spicca la cruenta scena in
cui un poliziotto viene avvolto in un mortale abbraccio
da una matassa di fil di ferro animato da istinti omicidi.
La fotografia di Marc Ahlberg è suggestiva e le musiche
azzeccate ma nonostante ciò il film non funziona del
tutto. Troppo statica e confusionaria a livello di sceneggiatura
la pellicola si muove solo sugli effetti speciali e
su qualche breve attimo di tensione. La parte finale
è avvincente, specie quando compare il mostruoso detenuto
(interpretato da Kane Hodder, il Jason di alcuni episodi
della saga di "Venerdi' 13") in tutta la sua gigantesca
cattiveria. Comunque è troppo poco per un film che nelle
premesse sembrava essere un piccolo gioiello ma che,
in realtà, si è rivelato solo un horror di medio livello
che non spicca nella massa.
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