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PREY - La caccia è aperta
di Darrell Roodt

Co-produzione USA/Sudafrica, uscita durante il periodo estivo 2007, poco vista dal pubblico e poco apprezzata, che si accoda al rinato filone dei beast-movies . Con la consueta dicitura “basato su fatti realmente accaduti”, lo scenario si apre con una famigliola da poco costituita, in cui non mancano i conflitti fra figli e genitori, che va in vacanza/lavoro in Sud Africa. Durante un safari, a causa della disattenzione della guida, si troveranno isolati ed in balia di un branco di feroci leoni. Il padre di famiglia, l'unico assente al safari, non vedendo tornare i propri cari si getterà alla loro ricerca, supportato da un esperto cacciatore del posto. I violenti e repentini attacchi dei leoni e la fotografia rovente ed arida, sono le vere note positive di un film che scivola via nella banalità e nella prevedibilità. Il regista sudafricano Roodt è dotato di buona mano e mantiene la confezione su livelli degni ma, al tempo stesso, si limita a svolgere il compitino assegnatogli dalla produzione ed anche i tentativi ecologisti che spuntano fuori dalla sceneggiatura, fatti di contrappasso per i cinici uomini puniti dai leoni, non vanno a segno in modo incisivo. Qualche attimo di tensione, una spruzzatina di sangue, ritmo e noia a fasi alterne, contraddistinguono questo “Prey”, classico “fondo di magazzino”, senza infamia e senza lode, per le italiche sale semi-deserte
di inizio estate.

VOTO: 5

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