 |
Roman Polanski
non è certo un regista bisognoso di presentazioni, non
è per la verità neanche un regista propriamente horror,
ma innegabilmente un cineasta di altissima caratura
tanto che quando si cimenta in generi anche non "suoi"
riesce a creare piccole opere d'arte. Inutile ricordare
quel Rosemary's Baby, autentico concentrato di presenze
maligne e demoniache nascoste dietro i volti di due
amabili vecchietti. E di nuovo il maligno fa capolino
in questa pellicola di Polanski interpretata ottimamente
da un Johnny Depp in stato di grazia e molto credibile
nel ruolo anche grazie al look non proprio acqua e sapone.
Nella pellicola Depp interpreta Dean Corso, navigato
mercante di libri rari che viene assoldato da un riccone
per controllare se un libro da lui acquistato, "le nove
porte del regno delle ombre" è identico alle altre due
uniche copie esistenti. Secondo la leggenda il libro
sarebbe stato scritto con la collaborazione di Lucifero
ed aprirebbe appunto le porte degli inferi. Parlando
del film si puo dire che è realizzato in ambientazioni
assolutamente splendide, e che, malgrado la lentezza
degli eventi (forzata dal fatto che Corso è un ricercatore
di libri mica un berretto verde stile Stallone…) lo
spettatore è incuriosito da questa detective-story con
sfumature horror (omicidi, satanismo, messe nere sono
ingredienti stimolanti). Lo spettatore si riconosce
nel protagonista e con lui svela pian piano gli enigmi
delle nove porte. Il finale è, forse, un po' debole
e discutibile, forse troppo "ermetico" tanto da lasciare
qualche dubbio di troppo ma quando si ha a che fare
con le forze oscure non si puo pretendere di piu'. Un
film consigliato a chi ha apprezzato Rosemary's Baby
(comunque ineguagliato) e a chi non si spaventa di fronte
a film dall'andamento non troppo elevato, ma che dell'
horror apprezza l'atmosfera misteriosa e malsana.
|