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Un'avvocatessa
ha l'arduo compito di difendere in un processo un serial-killer
di bambini colto in flagrante reato di occultamento
di cadavere. Assieme al corpo della vittima è stato
rinvenuto anche un burattino dalle fattezze di Pinocchio,
anch'esso sepolto dall'assassino che farnetica di una
maledizione gravante sul pupazzo. L'avvocatessa non
salva l'imputato dalla sedia elettrica, ma in compenso
si porta a casa il suo burattino. La figlia di lei,
che ha notevoli problemi di ambientamento con gli altri
bambini, s'innamora istantaneamente del pupazzo e vi
coltiva un'amicizia fin troppo ossessiva. Cosi' Pinocchio
incomincia a parlarle e le chiede di liberarlo dai fili
con i quali viene manovrato. La bimba obbedisce ed ovviamente
iniziano le morti a catena. Possibile, dunque, che una
marionetta possa uccidere? Nel finale di film si verrà
a scoprire una ben più tremenda verità. La prima parte
del film soffre di una certa lentezza e di una eccessiva
verbosità, nella seconda metà invece assistiamo ad un
crescendo di mistero e morte piuttosto intrigante. Interessante
l'idea di mischiare atmosfere horror con tematiche psicanalitiche
infantili. Tenney è un buon mestierante, autore di pellicole
horror di buon intrattenimento, e nel film in questione
dirige abbastanza bene attori e storia assistito da
un'ottima fotografia. Certo, come regista, non ha uno
stile raffinato nel descrivere le psicologie dei personaggi
ma sa, comunque, come creare tensione e come dosare
le scene violente. Non mi ha convinto molto il pupazzo
di Pinocchio creato dall'effettista Gabe Bartalos, che
comunque si riscatta nella scena in cui un coltello
da cucina trapassa il palmo di una mano (vi giuro mi
ha strappato un brivido…). In definitiva questo è un
film non del tutto riuscito, con diverse cadute di tono
qua e là, ma con una lodevole idea di base ed una buona
messa in scena.
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