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PINOCCHIO
(PINOCCHIO'S REVENGE)
di
Kevin S. Tenney

Un'avvocatessa ha l'arduo compito di difendere in un processo un serial-killer di bambini colto in flagrante reato di occultamento di cadavere. Assieme al corpo della vittima è stato rinvenuto anche un burattino dalle fattezze di Pinocchio, anch'esso sepolto dall'assassino che farnetica di una maledizione gravante sul pupazzo. L'avvocatessa non salva l'imputato dalla sedia elettrica, ma in compenso si porta a casa il suo burattino. La figlia di lei, che ha notevoli problemi di ambientamento con gli altri bambini, s'innamora istantaneamente del pupazzo e vi coltiva un'amicizia fin troppo ossessiva. Cosi' Pinocchio incomincia a parlarle e le chiede di liberarlo dai fili con i quali viene manovrato. La bimba obbedisce ed ovviamente iniziano le morti a catena. Possibile, dunque, che una marionetta possa uccidere? Nel finale di film si verrà a scoprire una ben più tremenda verità. La prima parte del film soffre di una certa lentezza e di una eccessiva verbosità, nella seconda metà invece assistiamo ad un crescendo di mistero e morte piuttosto intrigante. Interessante l'idea di mischiare atmosfere horror con tematiche psicanalitiche infantili. Tenney è un buon mestierante, autore di pellicole horror di buon intrattenimento, e nel film in questione dirige abbastanza bene attori e storia assistito da un'ottima fotografia. Certo, come regista, non ha uno stile raffinato nel descrivere le psicologie dei personaggi ma sa, comunque, come creare tensione e come dosare le scene violente. Non mi ha convinto molto il pupazzo di Pinocchio creato dall'effettista Gabe Bartalos, che comunque si riscatta nella scena in cui un coltello da cucina trapassa il palmo di una mano (vi giuro mi ha strappato un brivido…). In definitiva questo è un film non del tutto riuscito, con diverse cadute di tono qua e là, ma con una lodevole idea di base ed una buona messa in scena.

VOTO: 6

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