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Dario Argento
torna (siamo nel 1984) con questo film al giallo onirico.
Tutto quello che accade in "Phenomena" accade in un
sogno, e l'universo di Argento torna ancora a Walt Disney,
in un modo ancora più esplicito che in "Suspiria". In
quel film Argento aveva detto di essersi ispirato a
"Biancaneve e i 7 nani", per i colori, per la storia
della strega cattiva, per la favola maledetta. Ma in
questa pellicola c'è una vera e propria antropomorfizzazione
degli animali. La protagonista, la bellissima, sognante
Jennifer, comunica con gli insetti, parla con loro,
e la sua migliore amica è una scimmia. E gli animali
sono veri attori, sentiamo le loro voci, vediamo con
i loro occhi tramite una soggettiva caleidoscopica.
E saranno gli insetti prima, e la scimmia Inga dopo,
ad aiutare Jennifer nella soluzione del caso di un folle
che uccide giovani ragazze in un collegio svizzero.
La scena iniziale, del primo omicidio, nel quale recita
la figlia del regista, Fiore, è di una bellezza grafica
estrema. Ma in tutto il film si respira un amore, un
rispetto per la natura e per la sua poesia. E veramente
la natura e gli ambienti diventano protagonisti: la
grande foresta all'inizio del film, le valli, gli alberi
scossi dal vento, l'acqua di un placido laghetto. Ma
anche una cascata può diventare il luogo di un delitto,
il male contamina tutto. Poi ci sono gli insetti. E
sono proprio i piccoli protagonisti del film al centro
di una splendida sequenza: Jennifer, derisa dalle sue
compagne di studio, chiede aiuto. Ed un impressionante
sciame di mosche si riversa sulla facciata del collegio,
pronte ad aiutare la loro protetta. Una scena veramente
epica, che perde sullo schermo televisivo, ma lascia
senza fiato sullo schermo di un cinema... Poesia, durante
tutto il film, interrotta da momenti agghiaccianti,
gli omicidi delle giovani studentesse e di coloro che
in qualche modo si mettono sulla strada del folle. Ci
sono anche le brillanti scene di sonnambulismo di Jennifer,
dove vediamo, in soggettiva della ragazza, corridoi,
scale e palazzi illuminati da una luce irreale e onirica.
Per la prima volta, Argento sottolinea i momenti più
violenti con musica metal, utilizzando gruppi come Iron
Maiden e Motor Head, accanto al sempre fedele ed in
forma Claudio Simonetti, che scrive per l'occasione
uno splendido pezzo, "Phenomena", appunto. E tra poesia
e colpi di scena "Phenomena" va avanti, fino al finale,
e qui tutto cambia. Il film precipita nell'incubo totale,
nel tripudio del cadavere. E Jennifer sarà anche costretta
a precipitare in una grande vasca di resti umani. Un
finale teso, sempre pronto a sorprendere. Un consiglio,
guardate il film fino ai titoli di coda...
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