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PARANORMAL ACTIVITY
di Oren Peli

Katie è una ragazza che, sin da piccola, è perseguitata da una presenza ultraterrena che si manifesta durante la notte con bisbiglia, rumori ed oggetti che si spostano da soli. Micah, l'attuale compagno della giovane, decide di testimoniare i fenomeni paranormali registrandoli con una videocamera. Le attività poltergeist vengono così registrate, ma si fanno pericolosamente sempre più intense finchè… Straordinario successo di pubblico per questo piccolo horror indipendente che testimonia come oggigiorno il marketing, attorno ad un prodotto, sia più efficace ed importante del prodotto stesso. “Paranormal Activity” è difatti un film modesto che deve il suo successo ad un furbo battage pubblicitario (televisivo, giornalistico e via web) che ha fatto leva sul potere della suggestione, e sul passaparola del pubblico in cui spesso venivano riportati (ed ingigantiti ad hoc) presunti attacchi di panico, convulsioni e scene di terrore da parte di persone sottoposte alla visione del film in questione. Pensare che, fin dagli anni '50, William Castle promuoveva con simili trucchi i suoi film fa riflettere su quanto poco, in realtà, si sia smaliziato il pubblico medio cinematografico. Realizzato in DV con un budget minuscolo, una sola location e due attori (più un paio di comparse), “Paranormal Activity” è figlio dello stile mockumentary inaugurato da “The Blair Witch Project” ma, rispetto a quest'ultimo, ha uno stile di regia sin troppo fiction che non riesce a trasmettere un senso di “realismo” costante alla vicenda. Un difetto ed un pregio, visto e considerato che proprio la sua struttura cinematografica, mascherata da documentario, permette la messa in scena di alcune situazione di buon impatto emotivo che ripagano degli sbadigli provocati dai primi quaranta minuti di girato. L'israeliano Peli è un regista esordiente e non si può negare che, se non talento, abbia di certo un'intelligenza in grado di cogliere cosa il pubblico medio tema, cosa voglia vedere e , soprattutto, cosa NON voglia vedere ma soltanto immaginare. Resta comunque un'esperienza visiva interessante, seppur non memorabile, soprattutto per la modalità con cui viene trattato il tema dei fenomeni poltergeist e delle presenze “spiritiche” che dimostra un certo studio del soggetto, e delle testimonianze documentate, da parte del regista. Film che la visione domestica può valorizzare, a livello di forza suggestiva, e che perde gran parte del suo potenziale sul grande schermo. Realizzato nel 2007, ma distribuito solo nel 2009.

VOTO: 6

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