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Prima di parlare del film in questione vorrei segnalare un parallelo, piuttosto bizzarro, che mi è venuto in mente durante la visione. “Orphan” ha un soggetto, ma soprattutto un twist finale, incredibilmente simile ad un fumetto, scritto e sceneggiato da Alda Teodorani e disegnato da FabioValdambrini, pubblicato in un numero di “Splatter” nel lontano 1990 dal titolo “Fame d'amore”. Chiunque ne sia a conoscenza, o sia in possesso del sopraccitato numero di “Splatter”, se lo rilegga e poi mi dica se mi sbaglio o meno…Ma veniamo ad “Orphan” e al buon risultato conseguito dal regista catalano Collet-Serra, reduce dal teen horror “ La Maschera di Cera”, che qui cambia decisamente registro regalandoci un prodotto di alto livello tecnico-narrativo. Partendo da uno spunto che nulla ha di originale (la famigliola di turno adotta una bambina orfana, inconsapevole del fatto che la piccola è una folle manipolatrice ed assassina) il film si sviluppa con un progressivo svelamento dell'orrore, reso particolarmente coinvolgente dall'interessante e approfondita caratterizzazione psicologica dei personaggi. Operazione resa possibile dall'eccellente cast in cui giganteggiano Vera Farmiga, nei panni della madre, e la giovanissima Isabelle Fuhrman, nel ruolo dell'orfana, autentico mostro subdolo che sprizza inenarrabile malignità semplicemente con lo sguardo. Fotografato in maniera impeccabile, “Orphan” gioca bene con la tensione e le atmosfere, sospese fra il neo-gotico e l'horror di maniera, ma scivola bruscamente negli ultimi 15 minuti in cui sciorina un finale pirotecnico e fracassone nel peggior american-style possibile. Se si esclude questa grossolana caduta di stile e di plausibilità nella vicenda, la pellicola in questione soddisferà gli amanti dell'horror robusto (non manca una certa morbosità e violenza grafica) essendo in grado di regalare qualche sano brivido. Produce la Dark Castle e, pensate un pò, Leonardo Di Caprio.
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