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L'ORACOLO
( THE ORACLE )
di Roberta Findlay
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Jennifer e suo
marito ereditano da una sensitiva una mano fatta di
pietra che serve per comunicare con l'altro mondo, questo
potente strumento riesce a far varcare la soglia della
nostra dimansione a presenze demoniache, tra le quali
c'è anche lo spirito defunto di un uomo d'affari creduto
suicida. Sarà egli con i suoi poteri extrasensoriali
a far rievocare alla protagonista la notte in cui è
stato ucciso. Tra i due suoi killer c'è un maniaco assassino
che in realtà è donna. In questa opera tipicamente in
stile anni '80, alla regia si cimenta la moglie del
famigerato regista di "Snuff". Lei, vedova per un tragico
incidente, ha occupato il ruolo da regista un tempo
appartenuto al marito ( che mori' tranciato dalle pale
di un elicottero). Nella pellicola non si afferra bene
il concetto tra bene e male nel soprannaturale, l'unica
certezza che si ha è che quando avvengono le scene splatter
sono garantiti ricchi accoltellamenti con esagerati
fiotti di sangue. Lo "squagliamento" della donna killer
con acido muriatico dà gioia ai nostri occhi(c'è sempre
da considerare il fatto che il numero delle scene gore
non è massiccio e che il budget è abbastanza ridotto).
L'omicidio della prostituta con un coltello a scatto
si rifà spudoratamente a "Maniac"
di William Lustig. Nel film i personaggi fulcro sono
tutte donne, questo mi fa supporre che ci troviamo di
fronte ad un horror femminista. Comunque questo non
so dirlo per certo ma so che "L'oracolo" arriva a malapena
alla sufficienza grazie esclusivamente alle dettagliate
scene gore..
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VOTO: 6
RECENSIONE
DI
FRANCO
TOPITTI
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