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NO ONE LIVES
di Ryuhei Kitamura

Un gruppo di ladri, mentre sta svaligiando una villetta, viene colto in flagranza di reato dai proprietari della stessa. Ne consegue strage, visto che uno dei ladri ha evidenti tendenze sadico-psicopatiche ed il grilletto molto facile. In fuga, dopo il massacro, la banda incontra una giovane coppia in viaggio verso una non precisata meta. Come in precedenza, anche in questo caso, lo psicopatico interviene malamente e sequestra i due con lo scopo di rubare la loro auto e e fornire così un nuovo mezzo di fuga alla banda. Ciò che però non sa, anzi ciò che nessuno di loro sa, è che la coppietta rapita non è esattamente composta da docili ed immacolati agnellini sacrificali. Ben presto l'intera banda si troverà ad affrontare una spietata e letale minaccia. Il giapponese Kitamura viene di nuovo preso a prestito dagli americani, dopo il mediocre “Prossima fermata : l'inferno”, per narrare una classica storia da b-movie densa di sangue, azione e turpiloquio. Soggetto e sceneggiatura sono imbottite dei più classici (e spesso poco credibili) personaggi che popolano questo genere di pellicole e così non manca il duro della situazione, il sociopatico con problemi a contenere rabbia e violenza, la zoccolona discinta di turno ecc... Se poi si vanno ad analizzare i problemi di logica di molti passaggi, beh insomma, c'è da starci le ore a riflettere, specie sul dono dell'invisibilità o dell'ubiquità che il cattivo di turno possiede. Se invece si ignorano questi aspetti, “No one lives” risulta un prodotto divertente, non privo di attimi di tensione alternati a black humor e che non lesina in vagonate di splatter, impreziosito dagli ottimi fx di Robert Hall e della Almost Human. Kitamura mette la sua regia muscolare ed iper-veloce al servizio della storia, coadiuvato dalla buona fotografia e dalla valida soundtrack, e alterna alcuni suo eccessi stilistici a passaggi ritmici più consoni alle platee americane. Luke Evans non ha esattamente la faccia da serial-killer ma, bisogna ammetterlo, ha la professionalità attoriale per reggere comunque il ruolo e, soprattutto, il nome giusto da mettere in locandina per vendere il film. In definitiva un horror senza grosse pretese che riesce comunque divertire e che, a modo suo, riporta alla mente lo stile di alcuni classici della home invasion degli anni '70..

VOTO: 6,5

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