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Inquietante film
italo-spagnolo girato tra Roma,Madrid, Sheffield e Manchester
da un ottimo regista spagnolo poco conosciuto. La sceneggiatura
,un mix tra italiani e iberici tra cui spicca Sandro
Continenza,funziona ottimamente seppur ricalcando irrimediabilmente
alcune tematiche de "La notte dei morti viventi".Ma
rispetto al capolavoro romeriano viene fortemente evidenziata
la stoltezza e la brutalità della forze dell'ordine,nonchè
una critica ai dannosi effetti che può portare l'inquinamento
ambientale sulla natura e su gli esseri viventi. La
trama: una macchina antiparassitaria ad ultrasuoni risveglia
i cadaveri di una zona della provincia ingle- se.Ray
Lovelock e Cristina Galbo cercheranno di debellarli
nonostante vengano ostacolati di continuo da un ottuso
commissario di polizia(Arthur Kennedy)che non crede
all'incredibile realtà. La prima parte è premonitrice
di quello che sta per accadere ai protagonisti.Le fredde
immagini della provincia inglese avvolta dalla foschia,si
alternano ai lenti e dolci movimenti di macchina degli
interni donando alla pellicola un senso di mistero e
di interesse. Magistrale la scena della cripta dove
il vento soffia in un silenzio irreale e sotto gli occhi
atterriti dei protagonisti,che sono chiusi dentro,i
cadaveri si rialzano lentamente dalle loro bare.Qui
come in altre scene c'è un perfetto connubio tra momenti
gore e momenti di assoluta paura.Lo spettatore si sente
soffocare dall' abbraccio mortale dei cadaveri appena
risorti che con i loro occhi rossi e penetranti che
si lamentano in modo inquietante. Gli effetti artigianali
ultra-splatter di Giannetto De Rossi sono assai realistici
(sembra addirittura che , ai tempi, venne portato in
tribunale !)e anticiperanno quelli altrettanto efficaci
di Tom Savini in "Zombi".Al contrario degli zombi romeriani
questi possiedono una forza straodinaria e possono essere
eliminati solo con il fuoco. Geniale il finale, in particolare
una scena in cui il commissario ed il suo braccio destro
scherzano sulla macchina antiparassitaria non sapendo
cosa li attende. Il produttore Edmondo Amati non conoscendo
Grau gli affidò Giovanni Arduini uno degli aiuto registi
più affidabili dell'epoca. Il film fu riuscitissimo
come testimonia un premio vinto al Festival di Stiges
nel 1974. A parte qualche stupida riedizione dal titolo
"Zombi 3" o "Zombi 4",il film è conosciuto anche con
il titolo "Da Dove Vieni?".Tra i più bei film italiani
sui morti viventi..
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