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Modesto horror ad episodi del 1983 le cui quattro storie, dai connotati fortemente moralistoidi, prendono spunto da altrettante “leggende metropolitane”. Il primo segmento vede una donna, uscita di notte per comprare delle sigarette, alle prese con un pazzo omicida appena fuggito dal manicomio. Buona gestione della tensione nei primi minuti, salvo poi scivolare in un finale realizzato in modo decisamente imbarazzante. Il “colpo di scena” verrà ripreso nel 1998 da Jamie Blanks nel suo “Urban Legend” e gestito in modo molto efficace nella tesa overture del film. Nella seconda storia abbiamo un giovane Emilio Estevez che veste i panni di un ragazzo fissato con i videogiochi. Questa ossessione lo porterà ad affrontare un incubo cibernetico. I nostalgici (come me) dei videogames da sala giochi degli anni '80 non potranno non provare una piacevole ondata di ricordi nel visionare l'episodio in questione. Per il resto nulla di trascendentale ma sicuramente dotato di buon ritmo. Nel terzo segmento abbiamo in prete (Lance Henriksen) che ha perso la fede e decide di abbandonare la sua parrocchia. Mal gliene incoglie poiché sulla strada troverà un pick-up nero, di chiare origini demoniache, che farà di tutto per cercare di ucciderlo. Bigotto all'inverosimile, questo incrocio fra “Duel” e “ La Macchina nera” vanta un paio di buone scene d'azione e per il resto offre solo noia. Infine l'ultimo episodio narra di una famigliola alle prese con un mostruoso ed aggressivo ratto, in grado di demolire letteralmente un'abitazione. Sprazzi di tensione ma recitazione debole e soggetto che verrà decisamente trattato meglio, lo stesso anno, da George Pan Cosmatos nel suo “Di origine sconosciuta”. In definitiva “Nightmares” è un prodotto debole e trascurabile, seppur confezionato professionalmente, che soffre di script blandi e di una produzione televisiva che ne ha limitato un possibile slancio creativo.
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