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IL NIDO DEL RAGNO
di Gianfranco Giagni

Il professore di religioni orientali, Alan Withmore viene incaricato dall'università in cui lavora, di raggiungere a Budapest il suo collega, il professor Roth che, ormai da tempo, non fa più avere sue notizie. Dopo averlo raggiunto, questi riesce a dare a Withmore alcuni documenti e alcune misteriose tavole con sopra incisi dei nomi. Successivamente il professor Roth viene ritrovato impiccato nella sua camera e da quel momento in poi comincerà un lento, inesorabile calvario da parte di Alan che, progressivamente rimarrà intrappolato nella ragnatela di una misteriosa organizzazione demoniaca. L'aiuto di un vecchio che ormai abita da anni nei sotterranei della città bulgara, purtroppo, non sarà sufficiente. Questo film, diretto da Gianfranco Giagni nel 1988 parte da un soggetto tutt'altro che disprezzabile e la scelta di ambientare la vicenda tra le gelide vie di Budapest è suggestiva. Aggiungiamo anche uno stile di regia meno sciatto di tanti altri film horror nostrani a basso costo e alcuni interpreti accettabili, oltre a qualche gustoso effetto speciale di Sergio Stivaletti.
Il problema è che, comunque, qualcosa scricchiola in questo film...
Sì perchè la storia, alla fine, risulta abbastanza lenta e farraginosa, con tutti i personaggi praticamente appena abbozzati e con una risoluzione del mistero piuttosto deludente. Inoltre, probabilmente, poteva essere dato maggior risalto al fascino di una Budapest misteriosa, fredda e inquietante mentre invece è stato scelto di tenere la città "in secondo piano". Ovvio il tributo che il film deve riconoscere a Dario Argento, soprattutto film come "Suspiria" e "Inferno", in alcune scene, ritornano alla mente ( tra tutte l'uccisione della cameriera e la "passeggiata" del protagonista nei sotterranei della città ).
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VOTO: 5,5

RECENSIONE DI

FILIPPO FASSINO

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