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NECRONOMICON
di Christopher Gans, Shusuke Okano
e Brian
Yuzna
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Tre episodi ispirati
alle opere ed al mondo da incubo di H.P.Lovecraft che
ruotano attorno al ritrovamento del mitico "Necronomicon",
il libro dei morti scritto col sangue ed impaginato
con la pelle umana. Jeffrey Combs ("Re-animator",
"From
Beyond") veste i panni
dello stesso Lovecraft e si dedica alla lettura del
tomo maledetto facendo cosi' da filo conduttore per
le storie che vediamo scorrere sullo schermo. Il primo
episodio, diretto da Gans narra l'orrore a cui andrà
incontro Edward Delapoer (ricordate il racconto "I topi
nel muro"?) il quale dopo aver ereditato un sinistro
maniero si troverà a fronteggiare un demone mostruoso.
Diretto con mano salda ,e grazie all'uso di una suggestiva
fotografia, questo segmento del film si guarda con piacere.
Pecca forse di originalità ed il mostro finale non è
il massimo della computer grafica ma è dotato comunque
di più d'un paio di momenti da brivido. La seconda storia,
opera del giapponese Okano, narra delle miracolose doti
di un fluido in grado di preservare la vita del copro
anche dopo la morte. Un'incauta e curiosa giornalista
seguirà al vicenda fino alla sua drammatica conclusione.
Piuttosto lento e prevedibile questo episodio che rappresenta
una lieve battuta d'arresto per la pellicola in questione.
Nella terza ed ultima storia, diretta da Yuzna, ci troviamo
proiettati di colpo in un incubo assurdo. Una poliziotta
insegue un criminale e si perde all'interno dei tetri
cunicoli di un palazzo fatiscente. In un crescendo di
panico e sinistre apparizioni la donna si troverà ad
essere testimone d'una sorta d'inferno sulla terra pullulante
di mostruose creature e scenari da incubo. Inoltre si
scoprirà che la poliziotta è incinta ed il suo feto
verrà divorato dai mostri come un agnello sacrificale.
Con gli eccessi tipici del suo stile cinematografico
Yuzna (autore anche del segmento-filo logico con Jeffrey
Combs) firma il più bello ed il più angosciante dei
tre episodi. Scenografie da incubo e creature informi
scaturiscono dal nulla in un turbinio di colori intensi
e bollenti. Tecnicamente ineccepibile. Nel finale di
film lo stesso Lovecraft pagherà il tributo ai "Grandi
Antichi" per via della sua curiosità nell'aver voluto
leggere il Necronomicon.
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VOTO: 7,5
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