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IL BUIO SI AVVICINA
(NEAR DARK)

di Kathryn Bigelow

E’ dura non avere la ragazza e vivere in un paese, in campagna, con il padre e la sorellina. Così, appena Caleb (Adrian Pasdar, "Top Gun" e "Heroes"), con la virilità minata dagli amici bellocci, vede una donna, Mae, (Jenny Wright, modella per Dalì) e pure gnocca con in mano un cono gelato, ci si avvicina come se non ci fosse un domani. Caleb, ispirato dalle ricche conversazioni suggeritegli dalle pagine delle riviste porno dell’epoca e da "Men’s Healt", incalza con un “posso dare una leccata ?”. Nonostante il triste esordio della conversazione, lei accetta di fare un giro in camporella tanto, chiaramente, lei ha altri piani. Caleb, caro, quale donna normale accetterebbe di andare nei campi in piena notte? Saltando gli interminabili momenti vicini al soft porn, tipici di tutti i film del periodo ("Il buio si avvicina" risale al 1987) la storia acquista subito ritmo (anche se il desiderio di vedere le tette di lei resta per tutto il film), e soprattutto assume toni ben più sinistri. Memorabile il momento in cui realizza che c’è qualcosa che non va : “Dì...ma hai tutte le rotelle a posto,Mae?”.
Lei, risponde a modo suo, mordendolo e vampirizzandolo. Lui scappa ma, piuttosto turbato dall’idea di diventare un tizzone ogni volta che va a fare le grigliate, accetta di entrare a far parte del branco di vampiri nomadi amici di Mae, che ricordano l’allegra brigata di "The rocky horror picture show". Lei finalmente gliela da ma lui, nonostante dimostri approvazione per aver perso la verginità con una donna morta, non riesce ad accettare di dover uccidere e bere il sangue d'innocenti per sopravvivere. Malvisto e deriso dal gruppo (prima gli amici, poi i vampiri), Caleb rimane comunque a seguire le mattanze notturne. Film non particolarmente truculento ma ben diretto ed interpretato, con numerosi momenti di crudeltà particolarmente efficaci (si vede decisamente la mano femminile alla regia, dell'ex moglie di James Cameron, Kathryn Bigelow poi futuro premio Oscar, nel 2010, con "The Hurt Locker"). Le musiche dei Tangerine Dream, dagli echi fortemente Lynchiani, compensano la carenza di violenza, sorreggendo e rafforzando l'atmosfera della storia, oltretutto portatrice di una gran morale: cosa non si fa al giorno d’oggi per un quarto di figa ?

VOTO: 7

RECENSIONE DI

EMMA CACCIATORI

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