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Film canadese del 1974 che
anticipa di ben quattro anni “Halloween”
di Carpenter, proponendo sorprendentemente situazioni
e tematiche simili. Ma quel che più colpisce
di “Black Christmas” è come esso
sia precursore dei “sorority movies”,
ovvero quegli slasher ambientati nei dormitori dei
college femminili. E’ proprio in una “sorority
house” che si svolge questa vicenda in cui un
maniaco perseguita giovani e disinibite studentesse,
durante il periodo natalizio. Prima le molesta con
una serie di telefonate morbose e poi passa ai fatti
iniziando ad uccidere con sadismo. La polizia tenterà
di venire a capo della drammatica situazione. Un buon
cast di attori fra cui Margot Kidder, Olivia Hussey,
John Saxon e il Keir Dullea di “2001 Odissea
nello spazio” e la professionale regia di Clark,
rendono questo film un prodotto interessante. C’è
un ottimo uso della soggettiva (con evidenti strizzate
d’occhio al nostrano Argento), una buona fotografia
ed una sceneggiatura che, seppur discontinua, fornisce
dei buoni dialoghi ed un buon approfondimento dei
personaggi. Non mancano attimi di tensione e gli omicidi,
parchi nel sangue, sono efficaci (uno su tutti, quello
in cui l’assassino usa un piccolo unicorno di
cristallo per pugnalare una ragazza). Sicuramente
un film da riscoprire.
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