...torna all'indice NIGHTMARE-Dal profondo della notte-(NIGHTMARE ON ELM STREET) di Wes Craven


NAMELESS - ENTITA' NASCOSTA
(THE NAMELESS - LOS SIN NOMBRE)

di Jaume Balagueró

Può esistere secondo voi qualcuno che vive per causare dolore negli altri e che è capace di goderne in maniera totale ed assoluta? La risposta è si, esistono persone che si definiscono "elette", quasi una sorta di "santi" dell'orrore che posseggono il dono "supremo" di riuscire ad isolare il male puro, sia fisico che psicologico, ed a rendere questa capacità l'unica ragione di vita. I "senza nome" sono una congrega di persone a cui è stato tolto tutto, tutto quello che poteva abbassare il loro livello spirituale al pari di quello degli altri; rinnegano persino il loro nome, considerato un mezzo umano di distinzione attraverso "il verbo", sinonimo di menzogna. La loro concezione "elevata" della sofferenza li trasforma in esseri umani senza coscienza, senza pietà né paura e non c'è da stupirsi se dopo numerose ricerche si scopre che le origini di tutto questo risalgono all'epoca dell'olocausto nazista ed alle orrende torture nei campi di sterminio. Il fondatore di questa setta è Santini, uno psicopatico che dopo le torture subìte dai seguaci di Hitler, non fu più capace di riprendersi, rimanendo per sempre un pervertito amante della violenza creatore di questa orrenda realtà. I "senza nome" sono di ogni età e nazionalità, si muovono continuamente di città in città per non essere trovati e per non destare sospetti; si stabiliscono in luoghi isolati ed abbandonati, lontani dai rumori, lontani da tutto ciò che può avvicinarli al mondo reale, quel mondo che non appartiene più loro e che hanno rifiutato in ogni aspetto. Ma il male che invocano è sfuggito loro di mano ed ora l'orrore è ai massimi livelli... Forse non c'è nulla di più crudele, per due genitori, del sapere che la loro bimba è stata ritrovata senza vita e che, prima di essere brutalmente uccisa è stata torturata in tutti i modi possibili. Anzi, a pensarci bene, qualcosa di più crudele c'è: far credere ad una madre che la sua bambina, dichiarata morta cinque anni prima, possa essere ancora viva. Quando infatti Claudia sembra aver ripreso una vita quasi normale dopo la scomparsa della piccola Angela, ecco che un pomeriggio squilla il telefono. Non immagina neanche cosa il destino le stia per riservare, come se il passato non fosse stato già abbastanza doloroso. "Pronto mamma....sono io...Angela..non sono morta..vienimi a prendere....se non lo fai mi uccideranno davvero stavolta...fai in fretta". L'orrore, che sembrava essersi attenuato con il tempo, è tornato di colpo ed è appena ricominciato. Sarà stata davvero la piccola Angela a fare la telefonata o anche questa risulterà essere l'opera di sadici pervertiti che hanno come scopo primario il gusto di provocare la sofferenza nell'animo altrui? Siete davvero sicuri che si sia toccato il fondo, oppure c'è qualcosa di ancora più crudele che si nasconde dietro questa terribile vicenda e che implacabilmente tenterà di annientare quel che rimane della povera Claudia? Splendida l'interpretazione di Emma Vilarasau (Claudia) e di Karra Elejalde (Massera, il poliziotto che cercherà di dare una mano alla povera donna). Notevole anche l'interpretazione (che ricorda un pò Hannibal Lecter) di Carlos Lasarte (Santini). Tratto dal romanzo di Ramsey Campbell "The Nameless", il film scorre nelle vene cupo e tagliente; le musiche e gli effetti sonori sono encomiabili ed accompagnano lo spettatore nelle convulse e sconvolte menti dei protagonisti. Formidabile il direttore della fotografia Giménez che accompagna il promettente talento del regista 34enne in questo brillante esordio (insieme a tutti i numerosi premi vinti dal 1999 ad oggi con Nameless tra cui citiamo il Méliès d'oro come miglior film fantastico europeo del 1999, il Fantafestival di Roma ed il Festival Fantasia di Montreal, entrambi nelle edizioni del 2000) a seguito del quale avremo presto (le previsioni dicono febbraio 2003) il nuovo film "Darkness" (coprodotto dal grande mitico Brian Yuzna e definito a dir poco terrificante dagli addetti ai lavori). Qualche scontatezza di troppo nei dialoghi e diverse scopiazzature che riportano in mente capolavori come "Shining", "Seven" ed il sopracitato "Il silenzio degli innocenti" ma il tutto di grande impatto e di sicuro effetto. Per capirci una sorta di David Fincher iberico. Molto furbo, migliorabile di sicuro ma che si proietta sulla cresta dell'onda come nuovo talento del cinema horror-thriller. Speriamo bene ed affidiamoci al cinema spagnolo visto che ultimamente, nel genere che noi tanto amiamo, i talenti scarseggiano parecchio.

VOTO: 7

RECENSIONE DI

LUCIANA MORELLI

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