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Delirante horror
giapponese che contiene scene splatter al limite della
sopportazione. Un giovane, dotato di incredibile talento
per la scienza e la chimica, riesce ad ottenere un liquido
che contiene le endorfine che il cervello umano secerne
in caso di dolore. Lo scopo del giovane è quello di
ottenere una medicina in grado di rendere felice l'uomo,
privandolo della sofferenza fisica. Di nascosto, il
"nostro" propina il medicinale a tre ragazze e poi le
filma, con la sua videocamera, per constatare gli effetti
dell'esperimento. Presto capirà di aver generato un
orrendo incubo fatto di sangue e dolore. La trama è
semplice, il ritmo lento fino all'esplosione gore del
finale. Il regista Sato riesce a creare immagini psichedeliche
accattivanti con un interessante gusto per l'inquadratura.
Molti le critiche alla società consumistica moderna
attraverso la costruzione di personaggi che sono vittime
della loro superficialità e dell'isolamento. Individui
incapaci di comunicare e traumatizzati dai ritmi e dalle
imposizioni della società. Memorabile la scena in cui
una ragazza , su cui è stato sperimentato il siero del
dolore, si auto-divora tagliandosi parti del corpo ed
ingurgitandole soddisfatta. Eccellenti gli effetti speciali.
Purtroppo però i dialoghi del film (assolutamente brutti
e ridicoli), gli attori inespressivi e talune situazioni
prolisse oltremodo inficiano parzialmente sulla riuscita
dell'opera.
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