Se durante uno dei vostri viaggi in Louisiana, tra un bordello e l'altro, voleste fermarvi a dormire in un qualche motel sperduto, vi sconsigliamo fermamente quello gestito dal vecchio Judd: il suo legame morboso con il coccodrillo della palude potrà non essere di vostro gradimento... A due anni di distanza dal memorabile "Non aprite quella porta" , Tobe Hooper sceglie per la sua opera seconda una storia che non si discosta molto dalla precedente: se è vero che "Quel motel vicino alla palude" vive in gran parte di rendita dal film del 1974, allo stesso tempo è vero anche che Hooper porta il discorso molto più avanti. Mette in scena tutta una serie di personaggi ben rappresentativi, dal cowboy macho ( I'm Buck and I'm here to fuck : detto tutto) al reduce di guerra impazzito (Vietnam?), mentre la famiglia viene vista solo come luogo di incomunicabilità e di fratture insanabili: in questo modo fa dell'unità di luogo il teatro di una società marcia destinata al macello, aggiungendo al tutto anche un gustoso citazionismo cinefilo, una buona dose di humour nero e almeno un ralenty d'antologia. Certamente un film figlio del proprio tempo, ma che ancora riesce ad essere testimonianza dell'America di quegli anni: ecco il motivo per cui, oggi, titoli come "The Village" paiono più che altro pamphlet didattici di ben poco interesse. Un grande film.