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Una bella donna
di nome Greta viene più volte riportata in vita, con
formule magiche, dal fratello, che la ama in modo morboso.
La donna zombi giunge in carrozza nei pressi di una
villa. Qui ha un incidente (con tanto di cocchiere con
le budella di fuori) e verrà ospitata dai nobili abitanti
della casa. Sia il padrone di casa che la moglie s'innamorano
della giovane appena arrivata. Greta verrà murata viva
poi dalla moglie, perchè non corrisposta. Lei tornerà
di nuovo in vita e sterminerà l'intera famiglia (cameriere
compreso) e il fratello. Piccola parte per il grande
Klaus Kinski che interpreta il dottor Sturges: lui visita
Greta nella villa e si rende conto dello stato di non
vita della donna. Verrà eliminato da una mano misteriosa.
Per tutta la vicenda un attonito poliziotto cercherà
inutilmente di risolvere il caso. E' il debutto di Aristide
Massaccesi (più conosciuto come Joe D'Amato) alla regia,
in un film che finalmente può considerare completamante
suo e anche l'unico ad essere firmato col suo vero nome.
È un erotico-horror definito da "Segno Cinema" il primo
splatter romantico. "La morte ha sorriso all'assassino",
in definitiva, è un film piacevole che riscatta il suo
andamento un po' lento (come lo sono i film di Massaccesi)
nel finale, quando Greta torna in vita e fa una vera
e propria strage. Me-morabile la scena del ballo in
maschera, dove la donna che aveva murato viva Greta,
attorniata da ballerrini, cerca di riconoscere le persone
senza che quest'ultimi si sfilino la maschera. Dopo
aver indovinato un bel po' di persone tocca ad una strana
signora che si rivela poi essere Greta. Panico totale.
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