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MONSTER
di Erik Estenberg

Ogni blockbuster può e DEVE avere il suo mockbuster . Questo è evidentemente il “credo” dell'Asylum, casa di produzione statunitense specializzata in cloni low-budget di film horror e fantascientifici, di imminente uscita nelle sale cinematografiche, da lanciare nel mercato home-video con alcune settimane d'anticipo rispetto ai più illustri modelli d'ispirazione. “Monster” è il palese plagio di “Cloverfield” ed è uscito in dvd con soli 3 giorni d'anticipo rispetto al debutto nei cinema americani del film di Matt Reeves. La storia è semplicemente un mescolio delle carte in tavola, l'azione si sposta dagli Usa in Giappone,più precisamente a Tokyo, dove due ragazze americane si sono recate con l'intenzione di girare un reportage di stampo giornalistico. D'improvviso nella città scoppia il caos, un violento terremoto inizia a distruggere palazzi, ed il panico si scatena nella popolazione locale. Le due giovani cercheranno scampo dalla devastazione e scopriranno che il tutto è ad opera di un mostro tentacolare, apparso dal nulla, che sta radendo al suolo l'intera Tokyo. Tutta la storia che ci viene propinata è frutto del ritrovamento, un anno dopo i tragici eventi, della videocamera di una delle due ragazze che ha registrato tutto l'accaduto. Diciamolo subito, “Monster” è un pessimo prodotto, raffazzonato ed assemblato frettolosamente senza la benché minima cura per dettagli o verosimiglianza della messa in scena. Aldilà della povertà assoluta dei mezzi, ciò che lascia basiti è la mancanza totale d'interesse nel partorire una decente idea nella sceneggiatura. Si assiste ad una serie di riprese traballanti legate assieme da un canovaccio scritto in corso d'opera, che non offre alcuno spunto d'interesse e che fa piombare nel tedio più assoluto l'intero film dopo soli 20 minuti dall'inizio. Se si escludono un paio di esterni realizzati realmente in Giappone ed una sola scena decentemente ricostruita in un set cinematografico, tutto il resto è girato nelle abusatissime locations tipiche dei prodotti Asylum che includono anonimi vicoli cittadini, pinete soleggiate e giardini pubblici. Non mostrare il mostro (scusate il gioco di parole) è una carta che può essere valida se si tenta di giocare sull'immaginazione del pubblico e sulle sopite paure umane, ma è ovvio che in “Monster” è soltanto la volontà di tagliare sui costi degli effetti speciali a dettare la scelta. Particolarmente snervante è la “tattica” di rovinare puntualmente l'immagine del nastro digitale, ogni qualvolta la creatura fa la sua comparsa in scena. Evitatelo assolutamente.

VOTO: 1

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