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Una coppia di
bambini, fratello e sorella, assistono agli atti sessuali
della loro discinta madre e vengono poi maltrattati
dall'amante di lei. Ma la loro reazione è alquanto brusca
poiché ammazzano a coltellate l'uomo. Lo specchio presente
nella stanza è testimone del delitto e ne cattura il
male. Quando i due bambini cresceranno e cercheranno
di rifarsi una vita normale lo spirito maligno nella
specchiera inizierà ad uccidere e perseguitarli. Nel
catartico finale un esorcista debellerà la demoniaca
presenza. Ulli Lommel è stato allievo ed attore per
il grande regista Fassbinder e regista dell'inquietante
horror "La tenerezza del lupo". Abbandonato il paese
natio (la Germania) e recatosi in America in "nostro"
si è dedicato al cinema horror realizzando una serie
di pellicole low-budget. Questo "Mirror", datato 1980,
risulta interessante ed avvincente solo nei primi trenta
minuti per poi scadere nel ridicolo e nella confusione
totale. Gli omicidi causati dallo spirito maligno sono
piuttosto gore ma, in alcuni casi, anche tremendamente
comici. La ragazza che viene accoppata con una "sportellata"
in fronte o il ragazzino con la testa incastrata da
una finestra ne sono chiari esempi. Le pretese autoriali
del regista generano solo imbarazzo e la troppa carne
messa al fuoco crea solo un "minestrone" su celluloide
indigesto. Suzanna Love (presente in molte pellicole
di Lommel) è una bella donna ma non una brava attrice
e John Carradine compare in un piccolo ruolo da psichiatra
nobilitando un poco questo filmetto. Esiste anche un
sequel del 1983.
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