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Piccolo cult-movie
del 1972 che ha i suoi punti di forza nelle atmosfere
angoscianti. Una ragazza si reca in un paesino alla
ricerca del padre pittore di cui ha perso, in maniera
inquietante, le tracce. Una volta giunta in paese la
giovane si accorgerà dello strano clima di desolazione
che permea il posto. In realtà la popolazione è formata
da morti viventi che stanno attendendo l'avvento di
un oscuro messia che porterà morte e distruzione. Dopo
una serie di situazioni spaventose la ragazza riuscirà
a sopravvivere ma la polizia, non credendo ad una sola
parola del suo racconto, la internerà in un manicomio.
La mancanza d'ideali e l'appiattimento della personalità
portano l'essere umano a perdere qualsiasi stimolo e
lo rendono solo un elemento della massa. C'è quindi
terreno fertile per un nuovo credo rappresentato dal
"messia del male" che non chiede prove di fede ma solo
cibo per essere sfamato. Questa visione del futuro verso
cui è proiettata l'umanità permea il film rendendolo
terribilmente angosciante. La sceneggiatura bislacca
ma ben congegnata e la regia dallo stile interessante
rendono questo "Messia del Diavolo" un film inquietante
e riuscito. L'orrore entra in scena progressivamente
creando una spirale senza via d'uscita in cui la protagonista
è impotente. Ci sono alcune sequenze da incubo memorabili
quali, ad esempio, quella in cui una ragazza si ritrova
in un supermercato dove un folla si ciba di carne cruda
oppure quella che si svolge in un cinema dove un branco
di morti viventi divora una sventurata. Il gore è dosato
con parsimonia ed in maniera intelligente. Vivamente
consigliato.
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