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MAYA
di
Marcello Avallone

Siamo in Messico, terra di antichi popoli e di ancor più antichi misteri. Un professore affascinato dalla cultura esoterica dei Maya ha scoperto che c'è un modo per valicare la dimensione umana ed entrar cosi' nel mondo degli spiriti. Ma una forza soprannaturale lo uccide. La figlia, appresa la triste notizia della scomparsa del genitore, si reca in Messico per indagare. Ma l'antico spirito di un crudele imperatore, che il padre di lei ha liberato, complicherà la vicenda ammazzando a più non posso chi gli capita a tiro. Come se non bastasse si sta avvicinando la notte in cui un'antica cerimonia folcloristica darà la possibilità al male di prendere forma concreta sulla terra. Sarà una dura lotta, al termine della quale il bene trionferà. Avallone, dopo il fiacco "Spettri", si propone con questo horror esotico ed esoterico. I punti di forza della pellicola sono la buona tecnica con cui vengono girati gli omicidi, gli eccellenti fx di Rosario Prestopino, la fotografia piuttosto curata e le splendide locations. Ci sono diversi attimi di tensione ed alcune scene molto crudeli (memorabile quella della ragazza che muore in bagno dopo aver cozzato il viso contro i rubinetti e contro il bordo della vasca). Purtroppo la pellicola soffre di una sceneggiatura frettolosa e piena di lacune. La storia è frammentaria con un finale superficiale e fin troppo vago e gli interpreti non sono certo memorabili. In definitiva un discreto horror che con qualche accorgimento in più avrebbe di certo potuto raggiungere risultati di maggior qualità.

VOTO: 6,5

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