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BRIVIDO
(MAXIMUM OVERDRIVE)

di Stephen King

Ognuno di noi ha conosciuto un tempo nel quale un film come "Brivido" poteva anche piacere. Un tempo nel quale non ci facevamo troppi "perchè" su quello che stavamo guardando, un tempo nel quale potevamo ancora dare un nome e una "vita" a tutto ciò che vedevamo o toccavamo, un tempo nel quale credevamo ancora che l'Uomo Nero fosse fuori dalla finestra ad aspettarci. Questo unico film diretto da Stephen King nel 1986 non è altro che un giocattolo per bambini alla ricerca di emozioni forti già in tenera età ( Zio Tibia, dove sei? ) dai gusti non troppo difficili. Trama: un bel giorno, una non ben precisata cometa arriva non molto lontano dalla superficie terrestre. Chissà come mai, il passaggio di questa comincia ad "animare" tutto ciò che è meccanico ( almeno così dicono durante il film, ma stranamente, mica è vero...) facendo ribellare le macchine contro l'uomo. Alcune persone all'interno di una stazione di servizio, cercheranno di sfuggire al massacro. Diciamocelo francamente...se tralasciamo qualche piccolo "dettaglio", l'idea di base non è affatto male: un mondo dominato da macchine ribelli contro l'uomo…un po' "Il mondo dei robot", un po' "2001: Odissea nello spazio", un po' "Terminator", un po' "Christine", un po' "Duel" solo per citarne alcuni.
Se il susseguirsi iniziale di piccoli e grandi incidenti può anche divertire lo spettatore, la vicenda purtroppo si affloscia quasi subito, un po' come se King si fosse annoiato lui stesso durante le riprese di questo film. E dopo mezz'ora tutto è già chiaro e dobbiamo aspettare un'altra ora per vedere quello che già avevamo intuito. E così, mentre i camion misteriosamente animati prendono a girare attorno la stazione di servizio ( e non si sa bene come mai...), allo spettatore cominciano ben presto a girare altre cose. E mentre a qualcuno di questi camion viene fatta assaggiare una "pillola", ossia un bel colpo di bazooka ( stranamente "inanimato" ), noi spettatori desidereremmo tanto avere tra le mani uno di quei bei lanciamissili da usare contro i produttori di film come questo. L'unico personaggio degno di nota di questa pellicola, è un bancomat che, a inizio film, apostrofa il regista in modo non certo oxfordiano. Unica consolazione...il fatto che King si sia saggiamente subito tolto da dietro la macchina da presa per tornare invece, dietro la macchina da scrivere.

VOTO: 4,5

RECENSIONE DI

FILIPPO FASSINO

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