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MAN BEHIND
THE SUN
(
HAI TAI
YEUNG 731)
di Tun Fei Mou
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Durante la guerra
contro la Cina l'unità Giapponese 731 condusse, nel
suo campo di prigionia, esperimenti su prigionieri e
civili come fossero cavie umane. Questo film racconta
i fatti che accaddero, pare realmente, con dovizia di
truci particolari e con uno splatter davvero insostenibile.
In nome di una folle ricerca per la creazione di un'arma
batteriologica per la guerra, il comandante del campo
di concentramento compie i più crudeli atti di tortura
ai danni di poveracci cinesi. Incredibile la scena in
cui ad una donna vengono ripetutamente congelate e scongelate
le braccia fino a che la pelle non gli stacca dalle
ossa come burro sciolto. Oppure come non ricordare la
camera a pressione dove un prigioniero viene sottoposto
ad uno spaventoso aumento di atmosfere. Alla fine, col
corpo compresso spaventosamente dall'aria, il disgraziato
espelle i propri intestini dal retto. Per concludere
la sarabanda di orrori che vi ho narrato basta la scena
in cui un bimbo viene addormentato con il cloroformio
e poi viene vivisezionato (il realismo della sequenza
è scioccante!). Inoltre neanche gli animali vengono
risparmiati (quasi fosse un tributo a "Cannibal
Holocaust") e difatti
un gatto viene scaraventato in una stanza piena di ratti
affamati. L'agonia filmata (e purtroppo reale) della
bestiolina che vine divorata viva e cerca con tutte
le forze di lottare, è spaventosa. Uno dei film più
scioccanti di Hong Kong che comunque, aldilà dei momenti
prettamente splatter, tende anche ad annoiare. Si, è
una pellicola girata e fotografata bene, ma la pochezza
della storia e l'inespressività degli attori di certo
non ne rendono interessante la visione. Se siete in
cerca di puro shock, comunque, questo è il film che
fa davvero per voi!
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VOTO: 5
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