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MACABRO
di Lamberto
Bava
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New Orleans.
Una bella donna è solita incontrarsi con il suo amante
"fuori casa" lasciando da soli i due figlioletti. In
un raptus di follia la figlia maggiore uccide con ferocia
il fratellino nella vasca da bagno(ricorda la recente
tragica vicenda di Novi Ligure con la giovane Erika,20
anni prima...)e poi avverte la mamma che nel frattempo
se la spassava con l'amante. Questa nel tentativo di
arrivare subito dai figli corre in macchina con l'amante
ma sbanda e incredibilmente resta illesa mentre il compagno
viene decapitato(aaarrghh!)dalle lamiere. Sconvolta
dall'accaduto,la donna passerà diverso tempo in una
clinica psichiatrica ma non ne uscirà completamente
guarita. Infatti appena uscita si reca costantemente
nel luogo dove era solita incontrarsi con l'amante,e
questo desta la curiosità dei vicini e di un giovane
cieco col vizio dell'investigazione("Almost
Blue" docet!). Sembra
che la donna conservi qualcosa di importante nel freezer
della cucina e non esita a uccidere chi tenti di scoprire
questo segreto... Questa fascinosa opera prima del 1980,
è firmata da Pupi Avati con la collaborazione di Roberto
Gandus(che recentemente ha firmato "Voyeur",prodotto
da Tinto Brass e interpretato dalla mia amica Raffaella
Ponzo) che affidarono la regia del film al giovane e
promettente Lamberto Bava. Più che sugli effetti speciali
questo film si basa molto sulla suspence e sulla atmosfera
tetra della villa, e in seguito Avati completerà una
trilogia di film,simili nelle ambientazioni(New Orleans)e
nei temi "morbosi" con "Dove comincia la notte" con
la regia di Maurizio Zaccaro e "La stanza accanto" diretto
da Fabrizio Laurenti,enfant prodige scoperto da Joe
D'Amato. La recitazione è discreta e il meglio lo danno
Stanko Molnar(il cieco) e Bernice Stegers(la psicopatica
protagonista) oltre che il bravo caratterista Roberto
Posse,oggi affermato attore teatrale e cinematografico,ma
all'epoca utilizzato spesso in "cult movies" come "La
svastica nel ventre"(!!) a cui spetta l'ingrato compito
dell'amante decapitato che esce presto di scena per
tornare,a sorpresa, e "non intero" nello sconvolgente
finale.... In una intervista,Lamberto Bava affermò che
questo film piacque molto al padre,il grande Mario Bava,che
purtroppo morì dopo pochi mesi dall'esordio del figlio.
Successivamente dopo un thriller ottimo e ultra violento
come "La casa con la scala nel buio" e la saga dei "Demoni",Lamberto
si dedicò ai gialli commerciali per la tv(davvero pessimi)salvandosi
in corner con "Le foto di Gioia" e "Body Puzzle",unici
thriller dignitosi,ma comunque al di sotto delle aspettative.
Per molti anni si è dedicato alle favole "nere" per
bambini tipo "Fantaghirò","Desideria"ecc. Attualmente
dopo il ritorno al thriller con la fiction "L'impero",è
pronto per il "nuovo debutto"con il genere horror gotico(il
prossimo film si intitolerà "Il bambino che parlava
ai morti",scritto ancora da Pupi Avati) nel quale sappiamo
saprà farsi valere.
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VOTO: 7,5
RECENSIONE DI
LUCA "LUKE" CIRILLO
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