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Da bambino Luther
vide un tremendo spettacolo, durante il quale, un "geek"
staccava la testa ad una gallina con un morso. Rimasto
traumatizzato da tale esperienza il bimbo crebbe covando
istinti terribilmente mordaci ed arrivò a costruirsi
una dentiera di metallo con la quale addentò ed uccise
un buon numero di persone. Ovvio, dunque, l'internamento
in manicomio. All'uscita dalla casa di cura per malattie
mentali il "nostro" non pare aver perso il viziaccio
di mordere e scannare. A farne le spese sarà una famigliola
che vive in un'isolata casetta di campagna. Nell'allucinato
finale, l'ultima superstite alla strage impazzirà diventando
la copia femminile del tremendo maniaco. "Geek" è un
termine slang inglese che non si può tradurre con precisione
nel vocabolario italiano ma che indica un tipo di mania
psicotica che affligge determinate persone. Queste provano
pulsioni irrefrenabili a mordere e lacerare con i denti
la carne viva. Nel film, addirittura, il maniaco si
crede d'essere un gallo (!?!) ed emette strani suoni
gutturali prima d'attaccare le sue vittime. Il regista
Albright si dimostra tecnicamente rozzo e non riesce
quasi mai a creare tensione, ma in compenso utilizza
numerose scene splatter di grande crudeltà ed effetto.
Il nostro "geek" strappa falangi, lacera colli e sventra
a più non posso. Per quanto riguarda il reparto recitativo,
direi che tutti sono sulla sufficienza con una nota
di merito per Edward Terry che incarna con bravura la
parte del bizzarro maniaco. "Luther the geek" non sarà
un capolavoro dell'horror ma di certo è un film violento
e sleaze quanto basta per accontentare i palati in cerca
di emozioni forti..
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