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LOVELY MOLLY
di Eduardo Sanchez

Una donna, giovane neosposa dal passato tormentato, va ad abitare col marito nella casa in mezzo ai boschi in cui trascorse l' infanzia; ma inquietanti segnali premonitori lasciano intendere che la scelta non è azzeccata: una misteriosa presenza sembra infatti aleggiare in quei luoghi, approfittando delle debolezze della protagonista per insinuarsi dentro lei. Di Eduardo Sanchez, che esordì firmando con Daniel Myrick il successo commerciale “The Blair witch project”, si ricorda l'incursione nel fantaorrore che risponde al nome di “Altered”, pellicola dallo spunto originale e dai molteplici motivi d'interesse. Con “Lovely Molly” il regista compie un deciso passo indietro, e non solo perchè torna in parte alle riprese con videocamera a mano che ne contraddistinsero l'opera prima, ma piuttosto - ed in negativo - perchè sembra avere smarrito la capacità di creare atmosfere ansiogene ed opprimenti, che qui fanno capolino soltanto a tratti. Che Sanchez conosca bene i trucchi del mestiere è evidente: come in “Altered” concede spazio a rappresentazioni morbose (in questo caso facendo leva più sul sesso che sull'orrore), costruisce momenti di discreta tensione, e non rinuncia a sprazzi gore sparuti ma disturbanti; i colpi, però, non affondano, e la sensazione dominante è che da un plot tanto criptico e persino un po' irrisolto sarebbe stato difficile ricavare qualcosa di migliore.

VOTO: 5

RECENSIONE DI

FLAVIO GIOLITTI

 

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