|

THE LOVED ONES
di Sean Byrne
 |
Antefatto: Brent Mitchell è in auto e sta guidando con il padre a fianco, quando d'improvviso gli si para innanzi un ragazzo insanguinato che pare uno zombi. Brent esce di strada e suo padre muore nell'incidente. Mesi dopo, il giovane, che frequenta il liceo della sua cittadina, porta ancora nell'animo i segni del grave lutto. Prova ad essergli di conforto la fidanzata Holly, ma Brent ha istinti suicidi e prende a fare uso di droghe per sopravvivere al senso di colpa. In vista del ballo della scuola, viene invitato dalla timida e impacciata Lola, ma declina perché già intenzionato ad andarvi con la sua ragazza. Durante un'escursione solitaria, improvvisamente, Brent viene aggredito e rapito da uno sconosciuto. Al risveglio si ritrova legato in una cucina sconosciuta e costretto a fare i conti con una follia inimmaginabile. È sempre il ballo della scuola a catalizzare drammi nel cinema giovanilista di mezzo mondo. Ma in questo panorama l'originalità di "The Loved Ones" è certa. Già il fatto che il film dell'australiano Sean Byrne, all'esordio nel lungometraggio dopo vari corti e spot pubblicitari, si possa definire una sorta di May meets Texas Chainsaw Massacre (fatte le debite proporzioni, s'intende) lascia capire come il suo regista e sceneggiatore sia tutt'altro che modesto e sappia inscenare con perizia un dramma horror con momenti forti e davvero al limite del morboso. La dark girl del film e il suo “Daddy” (interpretato da un impagabile John Brumpton) dominano la scena e la sequenza in cui la “principessa” scarica l'ennesimo pretendente per concedere un ballo al paparino – con il rischio del bacio incestuoso – è da annali del genere. Lo script è un po' più prevedibile quando sembra aderire in modo pedissequo al modello della famiglia disturbata e assassina di "Non Aprite Quella Porta" (qui la madre sottomessa e incartapecorita cita il nonno della pellicola di Hooper), mentre la vena artistica “al sangue” di Lola e la regressione al cannibalismo delle vittime potrebbero eccedere la misura; ma il regista non indugia più di tanto nelle spiegazioni e riesce (anche grazie alla vicenda parallela dei due nerds, lo scombinato amico di Brent e la procace “fattona” dark) a mantenere tutto sui binari di un humour imprevedibile e insieme nerissimo, consapevole di stare girando un teen horror con derive fumettistiche: come dimostra il finale, che riprende il prologo e inscena una vendetta simmetrica alla tragedia iniziale. Al di là delle dichiarazioni di Byrne, volte a nobilitare i temi sottesi dal film (l'importanza per il suo protagonista di tornare a vivere sopravvivendo al trauma della perdita del padre, la drammatica ricerca della normalità da parte di un po' tutti i protagonisti), "The Loved Ones" è un vero spasso, consigliato a chi cerca un horror genuino e privo di pretese eccessive.
|
VOTO: 7,5
RECENSIONE DI
DENIS ZORDAN
...indietro
|