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LONDON VOODOO
di Robert Pratten

Una coppia americana si trasferisce a Londra per motivi di lavoro. Il rapporto fra di loro va decisamente male e, come se non bastasse, la donna trova in cantina una sorpresa poco gradita. Trattasi di un sepolcro dall'aspetto inquietante e poco "cristiano". Lentamente e progressivamente una strana forza sembra impadronirsi del volere della donna, spingendola a compiere atti inconsulti e spesso violenti. Un'antica maledizione voodoo si abbatterà sulla coppia coinvolgendo chiunque graviti attorno a loro. Pluripremiato in numerosi festival horror internazionali, "London Voodoo" è un prodotto britannico dalla buona confezione che però difetta in ritmo ed originalità. Girato in 16mm , poi pompato a 35, con un budget esiguo e con pochissime locations (quasi tutti interni), il film sfoggia comunque una buona regia, curata, talvolta elegante, precisa nel taglio di montaggio ed un cast discreto. Il film, realizzato nel 2004, anticipa di un anno l'hollywoodiano “The Skeleton Key” nel riportare in auge il tema della religione voodoo nel cinema horror e tratta tale tematica con piglio meno superficiale di quanto non si sia visto in pellicole del medesimo filone. Purtroppo la sceneggiatura è il punto debole. Fiacca, dotata di pochi spunti che si perdono, ben presto, lungo il corso della vicenda che si riduce, più o meno, all'ennesima variante de "L'Esorcista" et similia. Anche l'analisi psicologica dei personaggi, perno su cui Pratten vuol reggere l'intera storia, è spesso stereotipata e prevedibile. "London Voodoo" è sicuramente un film dalle buone qualità tecniche, non c'è dubbio, ma resta decisamente blando il suo potenziale di coinvolgimento.

VOTO: 6

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