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Romero inventa
il nuovo horror. Romero mescola la politica e l'horror.
Romero crea un capolavoro assoluto ed indimenticabile.
I morti escono dalle tombe senza un motivo apparente,
divorano i prorpi simili, incoscienti seguono l'istinto
primitivo e la loro vacillante massa diventa un vero
e prorpio moto rivoluzionario contro la societa' moderna.
Girato in bianco e nero, con un budget risibile e con
un protagonista di colore (e per i tempi era una scelta
assai azzardata), "La Notte dei Morti Viventi" rappresenta il contributo
che l'horror ha dato al 1968 urlando le sue idee e le
sue fobie attraveso immagini orripilanti ed atmosfere
angosciose. Attraverso un rabbioso e disperato racconto di quotidianità che va in pezzi e certezze che vacillano, attraverso una massa informe di non-morti che seguono unicamente l'istinto base umano del nutrimento, spogli di qualsiasi forma di civilizzazione e morale imposte dalla società. Un pessimismo soffocante pervade tutta la pellicola e non lascia scampo nè ai "buoni" nè ai "cattivi", fino all'ultimo, beffardo, fotogramma. Non credo che ci siano parole per commentare
un film del genere, bisogna solo inchinarsi di fronte
a cio' che Romero ci ha voluto comunicare e che poi
tra l'altro ribadira', adattandosi ai tempi ma con vigore invariato,negli altri tre capitoli
della sua quadrilogia dei morti viventi.
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