Questa video-produzione, girata
in Betacam nel 1985, ha la peculiarità di essere
il primo film horror realizzato direttamente per il
mercato home-video. Un prodotto low-budget non riesce
spesso a sostenere gli elevati costi di distribuzione
nelle sale cinematografiche, pertanto il mercato delle
videocassette risulta molto più accessibile
economicamente ed offre anche qualche possibilità
di buon guadagno. Oggi questo ragionamento è
normalissimo e siamo abituati a vedere pellicole realizzate
e diffuse solo per l’home-video, ma di certo
nella metà degli anni ’80 questo “Blood
Cult” fu un precursore. A parte questa valenza
storica però, c’è ben poco da
salvare in questo tedioso filmetto spruzzato di gore.
In un campus americano giovani ragazze vengono massacrate
da un maniaco che le mutila, prelevando parti dei
loro cadaveri. Un poliziotto si mette sulle tracce
del pazzo e scopre che c’è una setta
che venera il demone “Caninus” e che vuole
riportarlo in vita componendone il corpo con le membra
rubate alle vittime (avete mai sentito parlare di
“Blood
Feast” ???). Non vado oltre e mi
limito a sottolineare che anche il colpo di scena
finale, che rivela l’identità del maniaco,
è tremendamente blando. Aldilà dell’evidente
mancanza di budget, tale “Blood Cult”
soffre di una verbosità estenuante perpetrata
da pessimi attori. Lo splatter è piuttosto
truce, anche se spesso gli effetti speciali lasciano
a desiderare, e la regia di Lewis è piatta
e assolutamente anonima. Spesso ci sono cadute nel
ridicolo involontario ed i dialoghi sono veramente
deprimenti. L’anno seguente lo stesso Christopher
Lewis realizzerà anche una sorta di sequel,
dal titolo “Revenge”.
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