|

THE LAST WINTER
(SÍÐASTI VETURINN)
di
Larry Fessenden
 |
Larry Fessenden aveva già utilizzato il Wendigo , orrenda creatura dal cuore di ghiaccio appartenente alla mitologia degli Indiani d'America, nel suo omonimo film del 2001; adesso il regista newyorkese rispolvera questo malvagio essere per costruire un suggestivo racconto sull'eterna lotta tra Uomo e Natura , trasponendo il tutto in una chiave a metà tra horror, thriller e science fiction. Una spedizione di esperti è incaricata, da una potente compagnia petrolifera statunitense, di scovare nuovi fonti energetiche nel bel mezzo del Circolo Polare Artico: la missione sembra filar via liscia, ma un qualcosa di misterioso, invisibile ed oscuro sembra turbare la vita di uno degli scienziati, che verrà presto trovato nudo, congelato e privo degli occhi in mezzo al bianco candore della tundra artica. Quella morte è soltanto il preludio ad una spirale di angoscia che condurrà i membri della spedizione ad una sorta di follia collettiva, al confronto con qualcosa contro il quale nulla potranno fare, se non soccombere. Fessenden utilizza gli elementi della natura (uccelli, impronte, la neve stessa) per suggerire allo spettatore la crescente inquietudine della vicenda, senza mai ricorrere a facili espedienti registici per creare terrore, ma preferendo un approccio lento, avvolgente, dove i protagonisti sono costretti a fronteggiare un pericolo sempre più forte ma al tempo stesso impalpabile, che non permette loro di comprendere appieno il rischio che stanno correndo. Ed è questo senso di isolamento e di vulnerabilità che rende la pellicola così efficace, grazie anche alle ottime interpretazioni del cast (su tutti un eccellente Ron Perlman, nei panni del veterano della spedizione) ed alla splendida fotografia di un'Islanda che simula in maniera sublime il paesaggio artico. Punto debole della pellicola è invece il finale, davvero troppo aperto e sconclusionato per poter essere considerato soddisfacente, e l'utilizzo criticabile di alcuni effetti in CG piuttosto brutti da vedere, che stridono con il senso di angoscia creato dal regista (probabilmente sarebbe stato più efficace e coerente che il Male restasse invisibile, che fosse lasciato all'immaginazione dello spettatore).Tra "La Cosa" e "The X-Files", “The Last Winter” saprà regalare soddisfazioni a chiunque preferisca uno stile narrativo pacato, che si dipana lentamente e che sa costruire tensione. Gli altri potranno anche passare oltre, forse.
|
VOTO: 7,5
RECENSIONE DI
UCCIO
...indietro
|