Un giovane avvocato di Sydney assume la difesa di alcuni aborigeni accusati di omicidio, proprio mentre l'Australia tutta viene colpita da una serie di inspiegabili perturbazioni climatiche. Con il proseguire delle indagini scoprirà che la tribù degli imputati lo considera un mulkurul , ossia il profeta della fine di un era, e non potrà che assistere impotente all'incedere del cataclisma… Generalmente sottovalutato, L'Ultima Onda è un film di grande fascino e impatto emotivo; come buona parte della filmografia di Peter Weir, il tema è quello del confronto/scontro tra culture diverse: mondo civilizzato e civiltà aborigena, uomo e natura. E si tratta di una natura selvaggia, pericolosa, sfuggevole, perché più la si cerca di comprendere, più essa sfugge al nostro controllo. Weir ci conduce attraverso un viaggio angosciante verso la fine del mondo e delle nostre certezze: se non si può dire che tutto sia messo a fuoco benissimo (specie nella seconda parte) , allo stesso tempo non si può negare che sia un film diverso da qualsiasi altra cosa, inquietante e stimolante, che ripaga completamente del tempo che gli si dedica. Appunto perché difficilmente incasellabile, è stato spesso definito uno dei titoli minori del regista, ma conta di più un film così che dieci opere pulitine e “perfettine”.